Gioco di civiltà

Ho visto circolare una vignetta su Facebook. Ci sono delle persone di colore in acqua, magre e scavate, di fronte ad un muro di cemento con la bandiera europea in cima; e sul muro sta un signore di mezza età in giacca e cavatta.
I migranti chiedono “perché siete così convinti che vogliamo invadervi?” Risposta: “Perché è quello che abbiamo sempre fatto noi.”

Ed è vero. Siamo arrivati su barconi chiedendo ospitalità visto che c’era spazio per tutti, stretto mani dei capi e portato doni d’amicizia -ed in pochi anni abbiamo invaso l’intera America e l’Oceania, sterminandone o soggiogandone le popolazioni e sostituendole; ed anche dove non ci siamo insediati in gran numero, abbiamo preso il potere per generazioni.

Quello che si dimentica, è che è quello che tutti hanno sempre fatto.

Credono che la Cina sia nata un popolo uniforme nei confini attuali?
O forse, che dal Marocco al Pakistan si sia sempre parlato arabo e pregato verso Mecca?
Anche gli Atzechi non erano esattamente un vicino piacevole, per dire.

Il punto è se gli immigrati preferiranno integrarsi, oppure no. E questo dipende intuitivamente da due fattori:

1. La compatibilità iniziale con la cultura di arrivo, vs. la forza del legame con gli altri appartenenti alla cultura originale
2. La forza sociale ed economica della cultura di arrivo, vs. quella di partenza.

La prima è la distanza iniziale; la seconda la spinta verso l’integrazione.

E qui qualcuno dirà che se siamo spacciati -se li lasciamo entrare: l’Islam è una cultura coesa e aggressiva, mentre noi siamo in profonda crisi.

Io dico di no. Io penso che l’occidente sia sempre all’avanguardia etica ed economica; con la possibile eccezione della Cina.
(la prova del nove sarà proprio questa: la misura in cui la Cina si occidentalizzerà ulteriormente per proseguire verso uno sviluppo avanzato, ora che non è più materialmente subalterna: sarà la misura di quanto non c’è alternativa)
I paesi arabi? Non è facile mantenere la calma, vedendo gli emiri fare shopping; ma finisca l’era petrolio, e saranno parecchio ridimensionati. Dategli qualche decennio.

E la nostra cultura… sta vincendo anche “a casa loro”! Dissidenti uomini e donne a favore di laicità e diritti sono sempre più comuni. Fanno notizia solo quando vengono uccisi, che non è purtroppo di rado -ma proprio per questo, il loro sforzo è tanto più significativo. Del resto, anche qui fino a poco fa si poteva morire, di anarchia… dategli, di nuovo, qualche decennio.

Naturalmente, è quello che avrebbe detto un romano del IV secolo: l’Impero anche in crisi è troppo superiore, i barbari si stanno già romanizzando; diverranno buoni cives come gli altri… lo ammetto, un dibattito si può aprire. Se avete meno fiducia di me nella nostra cultura, parliamone.

Purché sia un dibattito, e non questo -i linciaggi di qualunque cosa coinvolta si muova, compresa gente che lavora, erano e restano inqualificabili, e squalificanti.

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