Bisogna votare M5S

Matteo Renzi se ne esce con la proposta del deficit al 2,9% per i prossimi 5 anni: “rottamando lo sciagurato Fiscal Compact”, testuale.

E gli alri partiti? Un coro di “sii, ottima idea!”. Al più litigano su dove spendere la pentola d’oro.

Nessuno che dica che una politica del genere è un suicidio.

Sì, perché, nel mondo fatato dei nostri politici, questa fase di forte espansione economica durerà per sempre…

“Come”, qualcuno dirà: “forte espansione economica? Ma se siamo ancora in crisi! Può solo migliorare!”

Mi spiace ragazzi, la crisi è finita anni fa. Almeno, per il resto del mondo -ed è quello che conta. La disoccupazone USA da quasi due anni viaggia al di sotto del 5%. Le crisi si sono sempre succedute ad un intervallo di 5-10 anni; se anche la profondità dell’ultima crisi potrebbe significare un intervallo più lungo ora, resta che la risposta a “ci sarà una crisi nei prossimi 5 anni” è quasi certamente SÌ.

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E a quella crisi Renzi (con tutti i politici in coro) vuole farci arrivare con le braghe calate.

3% di deficit in espansione significa almeno, almeno 6-8%, se non 10% di deficit non appena la crisi colpisce; dato che minore attvità economica significa meno tasse, e l’aumento dei sussidi automatici.

E a quel punto, come la fermiamo la fuga dal debito pubblico?

Nel 2011, la crisi fu fermata da Draghi che promise di fare tutto per salvare l’Euro. Ma questo fu possibile perché tutti i paesi PIIGS avevano dato segni di serietà. Noi eleggemmo Monti, e ci impegnammo a bilanciare i conti appena fuori dalla crisi.

Promessa che ora sono tutti d’accordo nel rinnegare.

Alla prossima crisi tranquillizzeremo i mercati con la stessa promessa che siamo stati tutti d’accordo nel rimangiarci, non appena avremmo dovuto e potuto metterla in pratica? I mercati non saranno perfettamente razionali; ma qui stiamo parlando di un livello di ridicolo che non ingannerebbe un bambino.

E il successore di Draghi, che non sarà italiano, ci aiuterà? Draghi potè argomentare che metà Europa era in crisi; sicchè non allentare la politica monetaria avrebbe distrutto l’Euro  e forse l’Unione stessa. Domani sarà lo stesso?

Oggi tutta l’Europa cresce. Irlanda, Portogallo, Spagna, dall’austerità sono usciti a testa alta, ed oggi festeggiano +3% di PIL. La Francia con Macron ha cambiato passo. Perfino la Grecia oggi è molto diversa da quella che entrò in crisi.

Qual è l’unico paese orgoglioso del proprio immobilismo, che sa solo pompare soldi in un sitema marcio?

Quando l’Italia entrò in crisi nel 2011 fu come parte dei PIIGS. Quando entrerà in crisi la prossima volta, sarà chiaro a tutti che è un caso a parte. Tutti gli altri sanno riformarsi.

Si potrà lasciarla fallire senza contagio.

Senza credibilità per fare promesse, senza aiuto esterno, e senza margine di manovra prima del limite perchè ce lo siamo già mangiato nei tempi buoni, l’unica possibilità per guadagnare credibilità sarà una manovra draconiana di tasse e tagli, subito. Che farà molto più male di quanto bene possano fare ora tagli di tasse e investimenti; perchè sarà fatta in un contsto di crisi, in maniera del tutto pro-ciclica e con molipicatori fiscali ai massimi. Non è detto che il paese regga ad un’altro colpo del genere, politicamente o anche materialmente.

E l’Europa ci dirà che ci meritiamo le conseguenze, come la Grecia. Abbiamo votato o no per l’irresponsabilità fiscale fino all’ultimo; perfino dopo l’esperienza della crisi? Alla fine i nodi vengono al pettine.

Perché allora votare M5S? Sono migliori? Certo che no. Ma ottimi per farci commissariare o fallire prima, ovvero in tempi buoni.

Se l’unica prospettiva economica che i nostri politici possono offrirci è svendere macerie di quello che fu la nostra economia, farlo oggi per due lire, piuttosto che nel mezzo di una crisi per una lira, è pur sempre un guadagno del 100%.

E se questo significa tornare davvero alla lira… un’auto è più veloce di un carro; ma se tutti, tutti gli autisti che trovi hanno come stile di guida quello di salire sul parabrezza e frustare il cofano gridando “giddap, cavallino”-dopo un po’ diventa evidente, che prima torni al carretto prima arriverai da qualche parte.

Ciliegina sulla torta, osservate la composizione per età dei partiti:

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Quando il disastro colpirà, il M5S non potrà scaricare il colpo sulla fascia di età da cui dipende metà del suo supporto. Se al dunque prevarrà, come sempre, l’istinto di salvare la poltrona -vuol dire che per la prima volta, a pagare non sarebbero in prima linea i giovani.

Dopo il nulla di fatto di Renzi, resta l’unica possibilità perché a pareggiare i conti di questa Italia, sia la generazione che quel debito l’ha fatto.

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