Metodi di ragionamento

Quale sarebbe la persona che Obama troverebbe più difficile contattare, chiede un curioso  internauta su Quora?

La domanda esclude “qualche indigeno della foresta che non ha contatti moderni”: dev’essere un cittadino della civiltà globale che, però, risulta difficilmente raggiungibile dall’uomo considerato più potente del pianeta.

C’è chi punta dritto alla risposta ovvia

putin

Chi individua subito indubbi casi eccezionali

roc

 

E chi ha preso invece un’altra strada

all
Leggete pure tutta la risposta.

O meglio, alla domanda “ha dato effettivamente una risposta?”, la risposta sarebbe… no. E tuttavia, dalla sua risposta impariamo forse più che da tutte le altre.

Talvolta bisogna davvero fermarsi e analizzare TUTTE le opzioni con metodo esaustivo e rigore, prima di saltare a qualcosa. Come sto cercando di fare nella mia vita.

 

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Appropriatezza

La prima volta che si parlò di “maggioranza silenziosa”, indicava quegli americani che votavano per distruggere i “diversi” comunisti (e non dimentichiamo, musi gialli) in Vietnam -convinti che altrimenti sarebbe stata la catastrofe e la fine dell’Occidente e della libertà stessa.

Naturalmente, i comunisti vinsero, gli USA subirono una sconfitta umiliante completamente evitabile… ed esattamente NULLA delle terribili conseguenze paventate si è avverato: la nostra vita continua esattamente la stessa.

Tranne che, oltre a devastare un paese, per la propria ignoranza, razzismo e paranoia, quella maggioranza condannò i propri stessi figli ad anni di inferno -o un’intera vita, per chi subì ferite fisiche o psicologiche permanenti. Ancora oggi, “veterano” è un concetto pienamente e dolorosamente presente nel discorso pubblico statunitense.

Long story short, la “minoranza rumorosa”, progressista e politicizzata, aveva ragione da vendere. E l’intera società ha pagato a lungo dolorosamente il prezzo di averla osteggiata e ignorata.

Oggi, Avvenire chiama “maggioranza silenziosa” il popolo del “family day”.
È bello che per quanto la storia inesorabile si ripeta, abbiamo imparato almeno a chiamare le cose col giusto nome.

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Libertà ragazzi. Devo farvi un disegnino?

Infuria la polemica su Italo. Che ha stretto un accordo con gli organizzatori di un evento a Roma il 30 gennaio, concedendo uno sconto del 30%. Qual è il problema? Che quella manifestazione è il Family Day.

Apriti cielo.

Ma stiamo scherzando? Possibile che non si riesca a non dividere il mondo in un’immensa guerra “o con noi o contro di noi”? E le aziende dovrebbero schierarsi su ogni questione politica?

Sarebbe una cosa se Italo avesse inquadrato lo sconto come sostegno al Family Day; in tal caso sarebbero stati loro a entrare nell’arena politica, e ne avrebbero giustamente avuto le conseguenze. Ma dal momento che non hanno detto nulla del genere, ed è del tutto normale fare sconti comitive …se è sbagliato per una pasticceria rifiutarsi di servire torte per un matrimonio gay -non è altrettanto sbagliato per un’azienda di trasporti rifiutarsi di trattare allo stesso modo qualcuno per le sue idee politiche?

Che poi fanno le vittime

…e per una volta hanno quasi ragione!

Il confronto politico può avvenire serenamente al di sopra di un substrato economico che fornisce servizi a tutti indistantamente. Spero solo che questa febbre molto poco arcobaleno e molto grillina rientri veloce com’è emersa.

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La ripresa coi fichi secchi

“Sembra che le aziende preferiscano usare il QE per gonfiare i guadagni piuttosto che distribuire la ricchezza nei salari.”

Ma no. Ma dai. Ma non lo sanno che è Natale?

Non c’è alcun motivo per cui dovrebbero aumentare i salari con questa disoccupazione. È ovvio.

Quello che potrebbero aumentare sono gli investimenti. Con tassi di interesse e manodopera a costi minimi nella storia recente, è il momento perfetto per espandersi. Questo ridurrebbe la disoccupazione -ed ecco che i salari comincerebbero a crescere.

Ma non succede. Gli investimenti in Europa restano rasoterra.

La domanda da porsi è: perché? O meglio ancora: cosa possiamo farci?

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Deal with it

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Theatre Hermione: (invecchiata)hermione_black

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Eppure, l’idea di Hermione nera era da tempo presente tra i fan.

E non ha senso?

È facile ricordare Hermione per il bel viso di Emma Watson… e dimenticare che è una ragazza che si trova leteralmente odiata dal primo giono per il suo “sangue inferiore”. Ricorda qualcosa?

Però, dai, va chiaramente contro il canone. No?

No.

E quindi, anziché accusare di aver “distorto il personaggio per fini politici”… e se fossimo noi ad averla distorta facendola “ovviamente bianca”?

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E beati voi quando vi insulteranno e mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi.

Madre Teresa di Calcutta sarà fatta santa. Ed in molti ambienti atei, è stato un fiorire di articoli intitolati “era tutt’altro che una santa”.
Io non sono d’accordo. Su due piani diversi.

Primo, i contenuti. Ho letto articoli pro, contro, e risposte degli uni agli altri. Mi sono fatto l’idea che queste critiche nascano per lo stesso motivo dei complottismi sullo sbarco sulla luna, sui vaccini, e compagnia: quando una cosa è presentata eccessivamente come tutta luce, qualcuno salta fuori a pretendere che invece sia tutto buio. E attorno a lui si radunano i gruppi che per qualche motivo hanno in fastidio quel qualcosa.

Le condizioni dei suoi ospedali erano tutt’altro che ottimali? Vorrei vedere. Nel momento in cui i fondi sono ampi ma sempre finitI, ed il bacino di potenziali beneficiari inesauribile, è del tutto regionevole, per qualcuno che ragioni in un’ottica missionaria ma non solo, preferire curare male due persone piuttosto che bene una. Mi aspetto pienamente che le condizioni nell’ospedale siano a mala pena migliori che fuori. Se fossero troppo alte, si farebbe posto ad altri.

Ci sono stati casi di tentativi di conversione? Vorrei vedere 2. Non ha mai nascosto di essere cristiana. Anzi, una cristiana fervente. No, rileggetelo lentamente: una cristiana talmente fervente da scegliere di dedicare l’intera vita a lavare ogni giorno le piaghe ulcerose dei mendicanti di una bidonville -per Cristo. E così le sue sorelle.
È un miracolo tutte le volte in cui NON hanno fatto proselitismo; dev’essere stata durissima.

Era amica di dittatori e potenti? Certo. Sei una povera suora di periferia. Sei stata consumata per decenni dal pensiero fisso di migliaia, milioni di morenti. Sai esattamente quanti posti letto, quante pillole o anche razioni di cibo comprerà ogni dollaro. Hai tempo per giudicare la politica di paesi lontani? Assolutamente no.
Tanto più che esiste una istituzione di cui ti fidi ciecamente, che ha tutti i mezzi materiali e morali per fare questa scelta: la Chiesa Cattolica. Quei dittatori erano stati dichiarati scomunicati e anatema? No? E allora sono pecorelle del Signore, peccatori come tutti ma come tutti in gioco per la redenzione, anche attraverso le buone opere.

Ma l’accusa più assurda è quella di essere stata retrograda. Certo che aveva in orrore l’aborto. Certo che considerava l’AIDS come “una punizione divina per una condotta sessuale disordinata”, consigliando come rimedio l’astinenza. Certo che tante altre cose.
Vedi sopra. Nata in Macedonia come suddita della periferia dimenticata dell’Impero Ottomano; vissuta dai 19 anni in un monastero nella periferia di quello che era ancora l’Impero Britannico -era già lì quando Gandhi divenne famoso nel mondo con la Marcia del Sale.
Cosa
volete
che
pensi?
Seriamente. Aspettarsi una posizione diversa implica un completo analfabetismo funzionale riguardo all’intero mondo fuori dalla vostra siepe potata da un drone e irrigata con Arduino.
Ma non solo. Queste considerazioni avrebbero reso del tutto comprensibili le sue posizioni negli anni ’90 anche se la Chiesa avesse cambiato completamente posizione negli anni ’80 o ’70. Ma il fatto principale è che la Chiesa non ha davvero cambiato posizione neppure ora.
Ed io seriamente sogno un mondo in cui a prescindere dalla propria affiliazione e da ciò che si combatte, nessuno rinunci al buon senso al punto da non considerare perversa l’idea che una associazione dovrebbe censurare un proprio membro per aver sostenuto tesi che erano all’epoca del tutto ortodosse per l’associazione stessa -e che in larga parte lo sono tutt’ora!

Il fatto, è che tutti questi punti non sono affatto una dimostrazione che Madre Teresa non fosse una santa. Se mai, sono la dimostrazione che
non bisognerebbe lasciare i finanziamenti alla salute pubblica nelle mani di una santa!

Vogliamo parlare di come il mondo laico poteva e potrebbe tuttora fare di più e meglio per i poveri di Calcutta e del mondo senza passare per l’idolatria di una suora? Bene, parliamone. E poi facciamolo! Ma attaccare la memoria dei morti non è modo.

Il che si collega al punto secondo. Quello di principio. Libera chiesa in libero stato
implica libera chiesa.

Se l’Osservatore Romano ci dicesse di smettere di venerare gli antireligiosi padri della Rivoluzione Francese, la risposta sarebbe e dovrebbe essere un grosso grasso dito medio.

E che dire allora del New York Post che disquisisce di chi dovrebbe essere fatto santo o no?

Da Santa, Madre Teresa si unirà ad una pittoresca compagine che va da San Giorgio uccisore di draghi, a San Giuseppe da Cupertino che ogni tanto, volava. Passando per tutti quelli che dopo il martirio raccolsero la propria testa decapitata per predicare ancora un po’, prima di porla personalmente nella chiesa dove sarebbero stati sepolti.
Ma lasciamoli fare! Vi fa qualche differenza, se vi dite atei? Non dovrebbe. Punto.

No davvero, ripetete con me: “santo” è un concetto propretario della Chiesa; ciò che io penso sia “cittadino esemplare” c’entra esattamente zero in un mondo laico.

Se avete tanta fame di santi che condividano i vostri valori, cercateli nel posto giusto: è il momento perfetto per sostenerne il Calendario dei Santi Laici. Magari potrà evolvere in qualcosa di più. Ma lasciamo a Dio quel che è di Dio, noi abbiamo Cesare e il suo impero.

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Rischio e opportunità. Facciamo la cosa giusta.

Posso immaginare. Azioni della banchetta all’angolo: volume di trading zero, spread ask-bid una voragine… quindi sembra pure che siano stabili -fino a che non ti ricordano di non esserlo per nulla. Come in questi giorni. Ma a quel punto è troppo tardi. E le obbligazioni scoperte, uguale.

La trappola perfetta.

L’idea di garantire con soldi pubblici sarebbe criminale, ovviamente; non lo ribadirò mai abbastanza. Sovvenzionare la speculazione, ancorché di piccolo cabotaggio, con le tasse di tutti -sarebbe una follia, punto.

Viene da dire: vietianoli. C’è un pericolo, mettiamolo al bando.

Ma anche no.

Il problema, sembra strano, è di equità sociale. Spiego. Rischio=opportunità. In media, il guadagno è fortemente positivo. Solo non sempre.
Se solo i ricchi, per legge, hanno accesso ai rischi… solo i ricchi hanno accesso alle opportunità. E la diseguaglianza sociale cresce.

Perché non devo poter investire 10.000€ in azioni, e guadagnare qualche migliaio di € extra da spendere per la mia famiglia, se sono informato e so gestire il rischio?

Un’altra soluzione potrebbe essere quella del vincolo patrimoniale.
Si stabiliscono classi di rischio per ciascun tipo di titolo. Per i titoli non ancora riconosciuti si assume rischio massimo. E per fare investimenti, non puoi per legge esporti ad un rischio maggiore di X.

Ma è un incubo burocratico. Limita comunque la libertà di disporre dei propri soldi. E limita la possibilità di disastri, ma non li esclude -dall’altra parte, quando il disastro accada, lo stato è direttamente invischiato: ha detto che quei titoli erano sicuri tot…

Credo ci sia un’altra via. Ovvero: la patente.

Un’automobile è un oggetto molto utile, ma molto pericoloso se non si sa come  maneggiarlo. La finanza, uguale!
Perché la soluzione non dovrebbe essere la stessa?

Così, per il nonnino che si sarebbe fatto imbambolare a mettere una “semplice firma”… dover invece sostenere un esame su propensione al rischio, derivati e cicli economici avrà l’esatto stesso effetto di un divieto. Come è giusto.
Ma dall’altra parte, chi davvero vuole usare questo strumento potrà farlo -e farlo con le basi giuste.

La patente non rende superfluo né il codice della strada, né la polizia. E tuttavia, nessun livello di controllo da parte della stradale renderebbe sicuro un mondo in cui basta avere i soldi per mettersi alla guida.
Allo stesso tempo, non è un motivo per volere un mondo in cui possano guidare solo gli autisti di professione… e quindi il popolo in autobus, i ricchi in limousine.
Un’alternativa esiste. Implementiamola ora!

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