A modest proposal

Come risolvere il problema dei morti nel canale di Sicilia.. e soprattutto chi continua a morire dall’altra parte del canale; dato che non mi sembra che chi muore senza aver provato ad introdursi qui illegalmente meriti meno pietà?

Dunque:

  1. Si discute del piano con l’Europa. Se è giudicato che funzioni, si chiederà in prestito il capitale necessario a coprire tutte le spese. Come si vedrà, sarà ripagato.
  2. La prima mossa è inviare ogni nave possibile. Qualunque cosa sia disponibile -o possa essere noleggiata. Navi militari, da crociera, porta-container. Qualunque cosa possa offrire un viaggio… significativamente più sicuro di una carretta del mare.
  3. All’arrivo nei porti libici, annunciare che a tutti è garantito un permesso di soggiorno speciale in Italia; con la garanzia che non sarà revocato finché la Libia non sia tornata in pace… e con la condizione che tutti, uomini e donne al di sopra di 15 anni prestino giuramento e si arruolino nell’esercito italiano -per un contratto di tre anni. Per il quale riceveranno vitto, alloggio (in caserma) e 2500€ mensili. Dopo di che (se la Libia non sarà ancora in pace), il permesso significherà che potranno restare e vivere liberamente in Italia.
  4. I neo-coscritti saranno acquartierati in campi miliari costruiti in tutto il Sud, sotto la sorveglianza dell’esercito italiano esistente.
    • Come tempi, una volta tagliata la burocrazia, un prefabbricato può essere costruto in 2-4 mesi.
    • Quanto alla manodopera, l’Europa ha 25 milioni di disoccupati; in gran parte risiedenti in vicini stati mediterranei e per di più, in buona parte (soprattutto in Spagna) lasciati per strada proprio dal collasso del settore di costruzioni.
    • Quanto allo spazio, Sicilia, Calabria e Basilicata hanno sette milioni di abitanti, con una densità per kmq ben minore della metà di un territorio simile come la Campania. Ovviamente ci sono motivi economici per questo; ma nel momento in cui lo stato italiano paga per tutto (e mantiene l’ordine), ospitare anche tutti i sei milioni di libici è assolutamente fattibile restando su densità di popolazione che sarebbero comodamente all’interno del già esistente in situazioni analoghe.

    I campi saranno organizzati con file di monolocali in cui vivranno le famiglie. Per non offendere sensibilità, le finestre saranno oscurate dall’esterno, in più gli alloggi avranno due uscite opposte e le strade dispari saranno riservate agli uomini, mentre quelle pari a donne e bambini; uomini e donne saranno addestrati in campi ai lati opposti del complesso, da militari del loro stesso sesso, mentre accanto al campo femminile saranno erette scuole per figli.
    Non sarebbero date loro armi. Tuttavia, sarebbero sottoposti a doppi turni dell’addestramento finalizzato a sviluppare disciplina ed obbedienza. Seguirebbero, in aggiunta, corsi di riqualificazione professionale, secondo le esigenze.

  5. Questo dovrebbe mostrare alla Libia il vero sinificato del terimine “collasso”. Credete che sia adesso? Le pallottole possono creare difficoltà; ma tutto sommato, il tessuto economico di mercato è incredibilmente resistente. Questo perchè, per quanto terribile la situazione, l’alternativa -la traversata del Mediterraneo- è quasi altrettanto piena di incertezza e morte. E finché restano, se vogliono mangiare, gli uomini sono costretti a continuare a funzionare ai loro posti nel paese. Quindi, i prezzi possono aumentare, le quantità possono diventare scarse, ma tutto sommato è comunque possibile vivere (a meno di pallottole, that is). Non importano le condizioni, finché si è disposti a pagare abastanza ci saranno venditori. E il fiume dell’economia, pur con vortici e secche, continua ad irrorare la nazione di beni e a tenerla più o meno viva, mentre chi ha le pallottole se la contende.Ma c’è qualcosa di molto più potente delle pallottole, ed è un incentivo economico -come quello che abbiamo appena costruito.Immaginate di uscire a cercare di procurarvi l’indispensabile per vivere. Vi aspettate già che molti prodotti non siano disponibili negli scaffali, ma venduti al mercato nero al triplo del prezzo. Eccetto, che sempre più non c’è più neppure il mercato, nero o di alcun colore; né al triplo né al decuplo, né al centuplo del prezzo -stanno sparendo direttamente i commercianti, uno dopo l’altro: l’Italia ha fatto loro un’offerta migliore; non per la loro merce, ma per la loro vita.
    E del resto, anche se ci fosse qualcuno a vendere, non c’è più neppure il poco che c’era da vendere: se prima i contadini e gli operai richiedevano alti prezzi per il prodotto che riuscivano a strappare alla terra o alle fornaci, tra un allarme bomba e un altro -ora falci e martelli giacciono abbandonati. L’Italia ha fatto un’offerta migliore.
    Importare? Camionisti, macchinisti, marinai mercantili hanno preso la strada del porto; come del resto l’hanno presa benzinai, operai di dogana, addetti alla manutezione di strade, ferrovie, stazioni e terminali portuali -e non per tornare indietro carichi di merci; nè del resto senza.
    L’organismo della nazione, che tremava, ma sopravviveva, nascondendosi dalle le pallottole, sta ora venendo fatto a pezzi dalla disgregazione delle sue stesse parti, sotto la ben più potente forza economica.
    Che cosa fareste, arrivati a questo punto? A questo punto non c’è davvero scelta: prendereste l’auto con l’ultima benzina che siete riusciti a trovare, o una bicicletta, o del resto un cammello -e andreste a imbarcarvi.
    Il punto del prcesso è che si autoalimenta. Certo: immediatamente fuggirebbero solo i più disperati; ma la piramide sociale, come ogni piramide, poggia sulla base. Il venir meno di clienti, seppure poveri, in numero sufficiente, rende impossibile per le imprese più deboli tenere aperto, per quanto disperatamente si sforzino. E mano a mano che sempre più piccoli imprenditori chiudono le serrande e partono, il Nulla economico risale la piramide.
  6. A questo punto, ben presto svanirebbero come neve al sole anche le piramidi di potere dei signori della guerra -che su quella civile si basano. O meglio, sarebbero sufficientemente ridimensionate.
    Perché, certo, i pozzi di petrolio continuerebbero a fornirgli una enorme fonte di profitto. Abbastanza da pagare i tecnici che vi lavorano abbastanza per convincerli a non partire? Certamente. Ma -abbastanza per pagare anche la truppa uno stipendio che ecceda l’offerta di 2500€?
    Attenzione: a parità di potere d’acquisto. E la Libia si troverebbe in una situazione in cui i pochi produttori e commercianti dovrebbero sfidare ogni giorno le pallottole. Ma, attenzione, neppure sfidarle come prima: bensì con un rischio esponenzialmente aumentato. Perché con la società civile evaporata, la scusa della normalità è svanita. Chi restasse a rifornire una parte in guerra, resterebbe unicamente come parte delle sue retrovie -immediatamente, un bersaglio militare per i suoi nemici.
    Tutto questo, rinunciando all’alternativa di una vita tranquilla in Italia, e più lussuosa dei loro migliori sogni fino al giorno prima -con la sola contropartita dei prezzi che riuscirebbero a spuntare ai dipendenti dei signori dei pozzi.
    Pochissimi resterebbero; e i pochi si farebbero pagare cifre principesche. Rapidamente, i signori della guerra si troverebbero a dover offrire ad ogni singolo sgherro assegni che (nominalmente) farebbero felice un dirigente di Londra. O vederli disertare. Mi pare che le milizie dei vari “governi” sarebbero decimate.
  7. A questo punto, l’esercito italiano potrebbe invadere la Libia. Con gli eserciti locali restati un’ombra di sé stessi, non si inconterebbe praticamente resistenza. Del resto, con la società civile semplicemente altrove, non sarebbe necessario preoccuparsi di danni collaterali, e si potrebbe procedere coi mezzi più spicci.
    I leader decisi a combattere fino alla morte (indicativamente, i filocaliffo) devono ovviamente avere quello che chiedono. Viceversa, altri sono probabilmente ragionevoli; al limite, qualcuno potrebbe ragionevolmente sostenere di aver preso le armi per l’obiettivo altruista di proteggere il paese dal peggio. A questi deve essere offerto di deporre le armi. Saranno ospitati in Italia per sicurezza, con onore; dopo 10 anni potrebbe essergli permesso di tornare in patria.
  8. Ben prima che i tre anni di fermo concordati siano scaduti, l’Italia avrebbe il controllo della Libia. A questo punto, gradualmente, le unità formate da libici sarebbero inviate nelle zone perfettamente pacificate, con gli ordini di servire come manodopera per ricostruire il paese (l’utilizzo civile dell’esercito è una pratica consolidata in Cina, e non si vede perché non potremmo prendere esempio).
  9. A questo punto, la Libia sarebbe pacificata. Il permesso di soggiorno eccezionale sarebbe dunque revocato, e gli ultimi libici eventualmente presenti in Italia sarebbero rimpatriati. Le divisioni libiche sarebbero dunque congedate dall’esercito. I diritti di proprietà precedenti la guerra sarebbero dichiarati decaduti a causa della guerra civile, e le proprietà non petrolifere divise equamente tra i libici; con la sola eccezione che ciascuno avrà diritto di prelazione sui beni che possedeva prima della guerra, ma solo fino al valore della sua quota.
  10. La Libia sarà dichiarata una democrazia semi-indipendente come protettorato italiano, con la promessa di piena indipendenza in 10 anni a meno che sorgano complicazioni; con la sola eccezione di due-tre enclavi vicino alle principali città, dotate di basi militari, che l’Italia si riserva di mantenere finche riterrà oportuno.
  11. I diritti petroliferi sarannno assegnati al nuovo stato, meno una quota che servirà a ripagare lo stato italiano di tutte le spese dell’operazione (quindi estinguere il prestito europeo), e di quelle future per il mantenimento delle basi militari finché saranno in esercizio.

La differenza con l’Iraq, naturalmente, è che si riparte da zero -e quando si riparte, la popolazione è dalla nostra parte.

L’iracheno medio viveva una vita che era… buona? Cattiva? Non importa: viveva l’unica vita che conosceva; e con ogni probabilità, non era particolarmente ansioso di vederla gettata nel tritacarne di un cambio di regime con una guerra -se non per qualcosa di ben più concreto di “democrazia”. E all’improvviso il laeder che, dopotutto, era “suo” viene detronizzato e ucciso senza alcun motivo da un branco di cowboy che pretendono di comandare perché sono più grossi. Che tenda ad ascoltare gruppi che predicano la ribellione agli ‘stranieri invasori imperialisti’ è più o meno la cosa più naturale del mondo.

In questo caso, la situazione è completamente diversa. Questa volta, il libico è stato salvato -materialmente, e visibilmente- da una situazione già infernale di suo, al punto che avevano già cominciato a scappare. E poi gli è stata riconsegnata la sua patria, quando già si stavano rassegnando a, forse, non rivederla mai più. E l’hanno ricostruita loro, come parte di un grande sforzo collettivo -insieme a noi. Ricostruita, ripulita, pacificata, equalizzata.

Ha funzionato l’Italia, ad esempio. Sì, intendo nel 1945. Perché? Ad occhio, perché

  • Eravamo in cattive acque con il governo precedente. Gli italiani hanno visto le merci scomparire dai negozi… e i loro cari in Russia, prima che arrivassero gli americani. Non sorprendente che un cambiamento trovasse terreno fertile per essere chiamato “salvezza”.
  • Gli italiani hanno partecipato. O meno, i relativamente pochi che hanno partecipato hanno regalato agli altri la possibiltà di sentire il nuovo stato come “loro” -nascondere la camicia nera e fasi crescere la barba non richiede molto. Ed il nostro ego, tutto sommato, si accontenta di poco.

A queste condizoni, si direbbe, l’ordine e la democrazia possono essere esportate ed attecchire, anziché finire in una crisi di rigetto.

Sì, il meodo proposto qui è probabilmente fantasioso. Eppure: in un modo o nell’altro, queste condizioni, bisogna riuscire a ricrearle.

Naturalmente, esiste anche l’opzione “lasciamoli seguire il loro percorso”.

Ma, se guardate a quale è stato il percorso dell’Europa, che ha portato all’attuale civiltà, è difficile sorvolare su un fatto -una quantità di sangue sinceramente inquietante.

E con buona pace del Papa e della sua “terza guerra mondiale”, quello a cui assomiglia l’attuale guerra settaria diffusa nei paesi arabi è notevolmente questo -Arabia Saudita ed Iran nel ruolo di Francia e Austria, forse. Significa, come epoca, ~1620-1650. Al più, con i primi tentativi di detronizzare il despota, qui -comunque ~1650.

La Rivoluzione Francese, decisamente, ancora non si vede… e non so se essere ansioso di vederla. Quale sarà la ghigliottina del mondo arabo? Qualcuno ha voglia di aprire un libro di storia per vedere quante atrocità vengono prima della Carta dei Diritti dell’Uomo?

E no, gli stati islamici considerano la Carta incompatibile con la loro cultura. Forse devono arrivarci da sè, forse è inevitabile?

Ma non è così semplice lavarsene le mani e dire “facciano loro”. Noi, che l’abbiamo già vissuta, sappiamo che quella strada vedrà il Mediterraneo diventare rosso ancora molte, molte volte.

islam

…e se la strada continuerà ad essere quella, giusto per essere chiaro, io voterò sempre per una mano tesa per gli onesti progressisti di là, ma allo stesso tempo una flotta ben armata sul confine.

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A tale of two systems …and a half -or: smile, it’s 2015!

Ok, Chrome o Firefox ce l’hanno tutti. Quello che è interessante notare la differenza tra Linux e Windows nelle azioni un po’ più borderline che non surfare il web.

Ad esempio, montare un filsystem in una cartella. Forse non sapete che è possibile prendere una partizione (quelle cose che sotto windows vedete come C: D: etc) e inserirla in una cartella: in pratica, quando cliccate sulla cartella venite in realtà rediretti alla radice di quell’altro filesystem.

È una cosa inutile all’utente tipico, ma serve a fare cose un po’ comlpesse. Ad esempio, nel mio computer ho sia windows che Linux Mint, e nell’SSD da 120GB stanno un po’ stretti: non ha senso avere due volte la cartella Dropbox, e per di più non essere certo che siano sincronizzate se la connessione ha problemi. Allora ho creato una partizione apposita, e l’ho montata al posto della cartella Dropbox di entrambi gli os.

Ok, ma cosa bisogna fare nei due sistemi?

Per Windows le istruzioni sono qui. In pratica

  1. Fare clic sul pulsante Start Immagine del pulsante Start

  2. Scegliere Pannello di controllo

  3. Fare clic su Sistema e sicurezza

  4. Fare click su Strumenti di amministrazione

  5. Fare doppio clic su Gestione Computer Autorizzazioni di amministratore necessarie -qualora venisse richiesto, fornire una password amministratore o una conferma.

  6. A sinistra fare clic su Gestione disco in Archiviazione.

  7. Fare clic con il pulsante destro del mouse sull’unità da montare e quindi scegliere Cambia lettera e percorso di unità.

  8. Fare clic su Aggiungi

  9. Fare click su Monta in questa cartella vuota NTFS

  10. Digitare il percorso di una cartella vuota di un’unità NTFS o fare clic su Sfoglia per individuarlo.

  11. Fare clic su OK

  12. E di nuovo su OK.

Funziona, ma… whew. Lunghetto, e tortuoso.

Ok, ma su Linux?

Beh, quello che vi consiglieranno i “vecchi” utenti sarà più o meno (non spaventatevi):

  1. apri il terminale (lol ne dubitavate? :D )
  2. dare il comando sudo blkid
  3. nello stampato, individuare quale la vostra partizione, e segnarvi il codice che compare dopo UUID=
  4. aprire da root il file /etc/fstab (ad esempio con gksudo gedit /etc/fstab)
  5. inserire in fondo al file una stringa del tipo
    /dev/disk/by-uuid/[lo UUID trovato al punto 3] [la cartella dove volete montarlo] auto nosuid,nodev,nofail 0 0
  6. salvare
  7. applicare i cambiamenti con, da terminale sudo mount -a

…eh?

Non è niente di che, vi assicuro… ma a guardarlo dall’esterno, mi rendo perfettamente conto che non sembra molto amichevole!

Ok. Ma io non ho fatto così!

Volete sapere quali sono i passi necessari in Linux Mint?

  1. Premi il tasto Win (apre la ricerca)
  2. cerca e apri “Disks”
  3. individua la tua partizione -in un comodo schema grafico; esattamente come in Windows
  4. clicca sull’icona degli ingranaggi
  5. scegli “edit mount options”
  6. Disattiva “automatic mount”
  7. Scegli “mount at boot”
  8. Scrivi il mount point, ovvero la cartella dove vuoi che compaia
  9. Click ok
  10. Chiudi Disks

Fatto!

Più o meno la stessa procedura di Windows! Ecco: con la differenza che il programma che serve ha un nome facile ed intuitivo -piuttosto che essere sepolto nelle viscere oscure del sistema. E offre più opzioni, che però possono essere ignorate.

Per questo ho accennato ad ‘un sistema e mezzo’, nel titolo. Windows è solo windows, prendere o lasciare.
Linux ha un sistema completo da terminale, fatto di sudo e blkid e man e fsck.ext4, ma …siamo nel 2015! ed oggi, a questo si sovrappone (almeno nelle distro popolari, come Ubuntu e derivate) tutto un universo di programmi che duplicano l’intera parte esposta all’utente in modo altrettanto intuitivo e semplice di windows, se non di più.

Basta non lasciarsi spaventare, e provare.

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Lei non sa che Paese è questo

Essenzialmente, Berlusconi l’ha sfangata perché … perché la nuova legge stabilisce che l’abuso di potere esiste solo quando sono state dimostrate, per ottenere il fine illecito

  • o minacce
  • o promesse

Ragionevole, dopotutto.

Ragionevole finché non guardi la realtà.

Ma quando mai in Italia si parla in maniera definita? Siamo il paese del “lei non sa chi sono io”. Del non detto, delle allusioni, del ‘aiutalo perché è un amico mio’, del ‘mi spiacerebbe molto succedesse qualcosa di brutto’.

La mentalità mafiosa è allergica agli scambi definiti. Gli scambi trasparenti sono per le persone trasparenti.

Nel sottobosco italiano, tutto annega nel ‘favore’, ‘fedeltà’, ‘amicizia’. Nel neofeudalesimo italiano, il favore del ‘Signore’ è più importante dei beni materiali -cosa te ne fai di un’auto nuova, se puoi essere licenziato domani per fare posto a qualcuno più raccomandato?

(Leggete Atlas Shrugged. Per quanto bizzarre siano alcune idee, il quadro che dipinge di questo tipo di mondo è atroce e bellissimo)

Restringere la punibilità agli scambi definiti di favori significa restringersi a punire le transazioni one-off di chi è esterno al sistema, e quindi deve dare ed ottenere in una volta sola… ma depenallizza completamente la connivenza incancrenita di chi al sistema è organico, e coltiva ‘amicizia’ in cambio di (futura, indefinita, eventuale) ‘protezione’.

Mentalità di cui la vicenda Ruby è solo un ottimo esempio -oltre che un campanello d’allarme su quanto questa cultura sia pervasiva negli apparati dello Stato.

Ma siamo impazziti?

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Diritti di Internet: libertà di… ballare

Si parla tanto di “bullismo su internet”.

Ma ‘il bullismo su internet’, 99 volte su 100, è un semplice riflesso del bullismo nella realtà. L’unica cosa che ha di speciale, è che avviene in un luogo che registra tutto per sempre -e talvolta pubblicamente. Quindi, al contrario di quello nella ‘realtà’, che non lascia tracce, non è posibile ignorarlo.

Ma non è quello il vero effetto internet.

Quando internet entra in gioco davvero, succede piuttosto questo.

E quindi da così:

"Abiamo visto questo esemplare tentare di ballare, ha smesso quando ci ha visto ridere"

“Abiamo visto questo esemplare tentare di ballare. Ha smesso quando ci ha visto ridere”

(…normale spiacevolezza ben reale; solo riportata sull’internet)

A questo:

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e questo

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Migliaia di persone si sono mobilitate, e l’hanno ritrovato dall’altra parte del mondo, per restituirgli il suo diritto di… ballare.

Per restare in tema di Internet: se non vi è scesa una lacrimuccia, non so che genere di esseri umani siete.

E stavolta davvero.

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Ridateci le (AM) lire!

Va di moda chiedere i danni di guerra alla Germania. Ma perché proprio solo alla Germania?

Certo, i tedeschi hanno segnato nuovi record di atrocità. Ma per la maggioranza della popolazione, la guerra è sempre guerra.

Come diceva mia nonna

I tedeschi sparavano alle nostre gallline per mangiarsele, ma siamo riusciti a salvarne qualcuna. Prima cosa che hanno fatto i liberatori americani, hanno sparato alle galline rimaste.

E parlando più in particolare, una delle rivendicazioni greche riguarda un prestito a scadenza infinita e tasso di interesse nullo (leggi: furto) imposto dalla Germania alla banca centrale di Grecia. Bene. Le conoscete queste?

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Gli americani, occupata l’Italia, si misero a… stampare lire, a fiumi. Essenzialmente, si pagarono l’occupazione spremendo il nostro signoraggio (sii, esiste anche se non è quel che dicono i complottisti). Stiamo parlando della stessa cosa, rispetto al prestito greco? Sì! Gli americani hanno rinunciato alla finzione giuridica che fossero gli italiani a creare moneta e consegnargliela ‘volontariamente'; ma la sostanza è che se ne sono appropriati.

Dove sono i risarcimenti? Perché ha creato parecchi danni; contribuendo in modo sostanziale all’inflazione. Mio bisnonno era un commerciante; l’iperinflazione l’ha rovinato.

Certo, l’Italia accettò questo, dichiarando che le AM-lire sarebbero state scambiate alla pari con le lire originali del Regno. Così come anche la Grecia firmò il trattato che sanciva che la Germania unita nasceva libera da pendenze relative alla II guerra mondiale; salvo qualche centinaio di milioni, che fu poi regolarmente pagato. E quindi?

E quindi niente; ma se Obama è tanto ansioso di alleviare le sofferenze dei paesi europei in recessione, gli ricordo che anche l’Italia ha sofferto parecchio nella crisi; e adesso gli ho trovato anche una scusa per aiutarci.

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Lasciate stare i morti

Il Ministro delle Finaze di Atene dichiara

“La Germania sa bene che cosa può succedere quando si scoraggia troppo a lungo una nazione orgogliosa e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza luce alla fine del tunnel: questa nazione prima o poi fermenta“.

Geniale. Sì, ha senso.

Peccato che la Germania è stata ricostruita sull’orrore per quello che il nazismo aveva fatto; un orrore per cui non sono pensabili cause o giustificazioni.

Sì, la Germania potrebbe superare i traumi della più grande tragedia dell’umanità, e i conseguenti tabù su cui è stata ricostruita per 60 anni, ed arrivare ad una comprensione storica completa ed equilibrata del suo passato. Da un giorno all’altro. In risposta ad una provocazione di un debitore che non vuole pagare.

Oppure, il messaggio recepito alla fine potrebbe suonare così

  1. I vostri nonni erano persone orribili, senza possibile scusa o giustificazione (assioma tedesco)
  2. noi siamo esattamente come loro
Il confine sud della Bulgaria il giorno dopo che un giornale tedesco riprenda la dichiarazione.

Il confine sud della Bulgaria, il giorno dopo che un giornale tedesco riprenda la dichiarazione.

Perché rievocare spettri, mai un’opzione dagli esiti controllabili, quando esiste un argomento effettivamente sensato?

Gli squilibri in Europa sono oggettivi; e nessuno dei governi europei li aveva previsti, non solo chi poi ne è caduto vittima. Nè ne è caduto vittima solo chi ha truccato i conti -basta guardare Spagna e ancor più Irlanda: per anni hanno avuto un bilancio perfino in attivo (di molto per l’Irlanda), un debito publico inesistente; e sono finite in crisi quasi altrettanto (anche se la solidità fiscale precedente gli ha dato infinitamente più spazio per reagire).

Da un certo punto di vista, visto quanto poco si era capito nel creare questa benedetta moneta, è pressoché fortuna che il modello tedesco si sia poi rivelato tanto vincente (…o l’alternativa è credere che fosse tutto un complotto fin dall’inizio, se si sapeva e non s’è detto). E, in una comunità, la sfortuna si affronta insieme.

O comunque, qualcosa bisognerà fare per correggere gli squilibri prima della prossima crisi; e quel qualcosa, se formulato bene, ha molte probabilità di trovare ampio consenso in Europa, e di aiutare non poco la Grecia.

Lo scopo dovrebbe essere indirizzare la discussione verso questo piano.

Ma no, è politicamente meglio vendibile caricare a lancia in resta verso un ipotetico Quarto Reich finanziario.

Rischiando di mancare clamorosamente mira e finire dritti tra le braccia della Russia. Che come noto è un angnellino.

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La Grecia entrerà nell’orbita della Russia?

Coi soldi della Cina si intende; si sa che fanno poliziotto buono-poliziotto cattivo.

Del resto:

-la Russia ha sempre guardato ai Balcani come sua naturale area di influenza. Di più: sarebbe una spettacolare contromossa al tentativo di “accerchiamento” che l’Unine Europea ha messo in atto con l’Ucraina. A Putin (e al suo elettorato) cose del genere piacciono. E del resto, la vera posta in gioco per lui adesso è l’Ucraina -che è messa molto peggio della Grecia. Se la Grecia si salvasse grazie alla Russia, e si profilasse la possibilità di un salvataggio simile per l’Ucraina se cambiasse lato, il governo anti-russo avrebbe probabilmente i giorni contati.

-la Cina non si è mai fatta problemi a gettare soldi su casi disperati pur di piantare bandierine da superpotenza in giro per i mondo. E nel caso della Grecia, la partita è ovvia: avere un tallone in Europa. L’interesse nel porto del Pireo non è una novità. Certo, ora Tsipras come primo atto ha fermato la vendita definitiva… ma dopo uscita dall’Euro, default e svalutazione, potrebbe essere costretto a vendergli di fatto l’intero paese; essenzialmente cambiando padrone dalla Troika ad uno meno spaventato di perdere, perché con di più da guadagnare. Il popolo può odiare un solo lato alla volta; e la transizione sarà tutta un trionfo di democrazia e orgogliosa rivolta contro il neoliberismo, sui giornali greci.

Dall’altra parte:

-la Germania si rende conto che la Grecia non può pagare. E pazienza; quando gli elettori tedeschi si renderanno conto che il QE non è la fine del mondo, allargarlo di 400 miliardi non sarà particolarmente un problema. Il problema ora è però non ripetere la stessa tragedia con altri stati (Italia, ma anche e soprattutto Spagna) che possano essere tentati di chiedere un tratto di penna sui loro debiti. Per questo, se la Grecia non seguirà le direttive dell’Europa, è necessario dal punto di vista tedesco che l’esito sia un disastro di proporzioni tali da essere un esempio agli altri. Se poi questo la spingerà per disperazione tra le braccia di una potenza straniera, è un danno collaterale… anzi, potrebbe perfino essere un vantaggio. La Germania è ben felice di commerciare con la Cina; ed ora che le vie di terra sono minacciate a causa dell’instabilità russa, aprire una via marittima che i cinesi possano chiamare propria potrebbe essere un toccasana per il commercio.

-gli USA, ovviamente, strepiteranno a non finire, come per l’Ucraina. Ma gli conviene. Cosa gli serve la Grecia? È una punta di diamante sul Mediterraneo; ma con lo sviluppo del gas di scisto, e più a lungo termine del rinnovabile, il Medio Oriente è passato da asset strategico a liability. L’ultimo messaggio è stato abbastanza chiaro: “ce ne freghiamo delle vostre tradizioni medioevali; possiamo continuare a giocare insieme, ma le regole tornano ad essere le nostre”. Di fronte al completo fallimento, dall’Iraq alla Libia, del tentativo di “normalizzare” la regione imponendo regimi democratici amici, e di fronte alla ripresa dell’imperialismo russo (che ad esempio ha stretto un asse di ferro con Assad), l’opzione migliore per loro è ritorcere contro la Russia la stessa tattica che usarono contro Napoleone: ritirarsi, e lasciare al nemico il dubbio piacere di “conquistare” una montagna di macerie fumanti. La Grecia, ora, si è appena messa in fila per far parte delle macerie. Del resto, l’Europa appetibile non è la Grecia, né tantomeno l’Ucraina, ma tutto il resto -quella occidentale, ma anche e soprattutto quella nordorientale (Polonia, etc): un territorio in rapido sviluppo, ma anche unito dall’essere profondamente russofobo. Un’Europa accerchiata e spaventata è esattamente quello che ci vuole per rinsaldare la cappa della NATO, a cui, fin dai tempi dell’Iraq, vari governi sono stati fin troppo recalcitranti; e soprattutto, è un’Europa, in mancanza di altri sbocchi, molto più propensa a firmare il famoso TTIP. Quale migliore accerchiamento che una Russia-Cina con un piede ad Atene?

Sembra fantascienza? I BRICS (quindi soprattutto Russia e Cina) hanno appena creato una loro versione del FMI, con potenza di fuoco (per ora) di 100 miliardi. E Tsipras ha già preso posizione a favore della Russia. Forse è solo una mossa politica per alzare il livello dello scontro dopo che il panico in cui forse sperava non c’è stato; o forse è semplicemente quello che onestamente credono. Ma potrebbe essere quella la direzione quasi inevitabile, che se ne rendano pienamente conto o no.

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