A tale of two systems …and a half -or: smile, it’s 2015!

Ok, Chrome o Firefox ce l’hanno tutti. Quello che è interessante notare la differenza tra Linux e Windows nelle azioni un po’ più borderline che non surfare il web.

Ad esempio, montare un filsystem in una cartella. Forse non sapete che è possibile prendere una partizione (quelle cose che sotto windows vedete come C: D: etc) e inserirla in una cartella: in pratica, quando cliccate sulla cartella venite in realtà rediretti alla radice di quell’altro filesystem.

È una cosa inutile all’utente tipico, ma serve a fare cose un po’ comlpesse. Ad esempio, nel mio computer ho sia windows che Linux Mint, e nell’SSD da 120GB stanno un po’ stretti: non ha senso avere due volte la cartella Dropbox, e per di più non essere certo che siano sincronizzate se la connessione ha problemi. Allora ho creato una partizione apposita, e l’ho montata al posto della cartella Dropbox di entrambi gli os.

Ok, ma cosa bisogna fare nei due sistemi?

Per Windows le istruzioni sono qui. In pratica

  1. Fare clic sul pulsante Start Immagine del pulsante Start

  2. Scegliere Pannello di controllo

  3. Fare clic su Sistema e sicurezza

  4. Fare click su Strumenti di amministrazione

  5. Fare doppio clic su Gestione Computer Autorizzazioni di amministratore necessarie -qualora venisse richiesto, fornire una password amministratore o una conferma.

  6. A sinistra fare clic su Gestione disco in Archiviazione.

  7. Fare clic con il pulsante destro del mouse sull’unità da montare e quindi scegliere Cambia lettera e percorso di unità.

  8. Fare clic su Aggiungi

  9. Fare click su Monta in questa cartella vuota NTFS

  10. Digitare il percorso di una cartella vuota di un’unità NTFS o fare clic su Sfoglia per individuarlo.

  11. Fare clic su OK

  12. E di nuovo su OK.

Funziona, ma… whew. Lunghetto, e tortuoso.

Ok, ma su Linux?

Beh, quello che vi consiglieranno i “vecchi” utenti sarà più o meno (non spaventatevi):

  1. apri il terminale (lol ne dubitavate? :D )
  2. dare il comando sudo blkid
  3. nello stampato, individuare quale la vostra partizione, e segnarvi il codice che compare dopo UUID=
  4. aprire da root il file /etc/fstab (ad esempio con gksudo gedit /etc/fstab)
  5. inserire in fondo al file una stringa del tipo
    /dev/disk/by-uuid/[lo UUID trovato al punto 3] [la cartella dove volete montarlo] auto nosuid,nodev,nofail 0 0
  6. salvare
  7. applicare i cambiamenti con, da terminale sudo mount -a

…eh?

Non è niente di che, vi assicuro… ma a guardarlo dall’esterno, mi rendo perfettamente conto che non sembra molto amichevole!

Ok. Ma io non ho fatto così!

Volete sapere quali sono i passi necessari in Linux Mint?

  1. Premi il tasto Win (apre la ricerca)
  2. cerca e apri “Disks”
  3. individua la tua partizione -in un comodo schema grafico; esattamente come in Windows
  4. clicca sull’icona degli ingranaggi
  5. scegli “edit mount options”
  6. Disattiva “automatic mount”
  7. Scegli “mount at boot”
  8. Scrivi il mount point, ovvero la cartella dove vuoi che compaia
  9. Click ok
  10. Chiudi Disks

Fatto!

Più o meno la stessa procedura di Windows! Ecco: con la differenza che il programma che serve ha un nome facile ed intuitivo -piuttosto che essere sepolto nelle viscere oscure del sistema. E offre più opzioni, che però possono essere ignorate.

Per questo ho accennato ad ‘un sistema e mezzo’, nel titolo. Windows è solo windows, prendere o lasciare.
Linux ha un sistema completo da terminale, fatto di sudo e blkid e man e fsck.ext4, ma …siamo nel 2015! ed oggi, a questo si sovrappone (almeno nelle distro popolari, come Ubuntu e derivate) tutto un universo di programmi che duplicano l’intera parte esposta all’utente in modo altrettanto intuitivo e semplice di windows, se non di più.

Basta non lasciarsi spaventare, e provare.

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Lei non sa che Paese è questo

Essenzialmente, Berlusconi l’ha sfangata perché … perché la nuova legge stabilisce che l’abuso di potere esiste solo quando sono state dimostrate, per ottenere il fine illecito

  • o minacce
  • o promesse

Ragionevole, dopotutto.

Ragionevole finché non guardi la realtà.

Ma quando mai in Italia si parla in maniera definita? Siamo il paese del “lei non sa chi sono io”. Del non detto, delle allusioni, del ‘aiutalo perché è un amico mio’, del ‘mi spiacerebbe molto succedesse qualcosa di brutto’.

La mentalità mafiosa è allergica agli scambi definiti. Gli scambi trasparenti sono per le persone trasparenti.

Nel sottobosco italiano, tutto annega nel ‘favore’, ‘fedeltà’, ‘amicizia’. Nel neofeudalesimo italiano, il favore del ‘Signore’ è più importante dei beni materiali -cosa te ne fai di un’auto nuova, se puoi essere licenziato domani per fare posto a qualcuno più raccomandato?

(Leggete Atlas Shrugged. Per quanto bizzarre siano alcune idee, il quadro che dipinge di questo tipo di mondo è atroce e bellissimo)

Restringere la punibilità agli scambi definiti di favori significa restringersi a punire le transazioni one-off di chi è esterno al sistema, e quindi deve dare ed ottenere in una volta sola… ma depenallizza completamente la connivenza incancrenita di chi al sistema è organico, e coltiva ‘amicizia’ in cambio di (futura, indefinita, eventuale) ‘protezione’.

Mentalità di cui la vicenda Ruby è solo un ottimo esempio -oltre che un campanello d’allarme su quanto questa cultura sia pervasiva negli apparati dello Stato.

Ma siamo impazziti?

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Diritti di Internet: libertà di… ballare

Si parla tanto di “bullismo su internet”.

Ma ‘il bullismo su internet’, 99 volte su 100, è un semplice riflesso del bullismo nella realtà. L’unica cosa che ha di speciale, è che avviene in un luogo che registra tutto per sempre -e talvolta pubblicamente. Quindi, al contrario di quello nella ‘realtà’, che non lascia tracce, non è posibile ignorarlo.

Ma non è quello il vero effetto internet.

Quando internet entra in gioco davvero, succede piuttosto questo.

E quindi da così:

"Abiamo visto questo esemplare tentare di ballare, ha smesso quando ci ha visto ridere"

“Abiamo visto questo esemplare tentare di ballare. Ha smesso quando ci ha visto ridere”

(…normale spiacevolezza ben reale; solo riportata sull’internet)

A questo:

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e questo

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Migliaia di persone si sono mobilitate, e l’hanno ritrovato dall’altra parte del mondo, per restituirgli il suo diritto di… ballare.

Per restare in tema di Internet: se non vi è scesa una lacrimuccia, non so che genere di esseri umani siete.

E stavolta davvero.

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Ridateci le (AM) lire!

Va di moda chiedere i danni di guerra alla Germania. Ma perché proprio solo alla Germania?

Certo, i tedeschi hanno segnato nuovi record di atrocità. Ma per la maggioranza della popolazione, la guerra è sempre guerra.

Come diceva mia nonna

I tedeschi sparavano alle nostre gallline per mangiarsele, ma siamo riusciti a salvarne qualcuna. Prima cosa che hanno fatto i liberatori americani, hanno sparato alle galline rimaste.

E parlando più in particolare, una delle rivendicazioni greche riguarda un prestito a scadenza infinita e tasso di interesse nullo (leggi: furto) imposto dalla Germania alla banca centrale di Grecia. Bene. Le conoscete queste?

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Gli americani, occupata l’Italia, si misero a… stampare lire, a fiumi. Essenzialmente, si pagarono l’occupazione spremendo il nostro signoraggio (sii, esiste anche se non è quel che dicono i complottisti). Stiamo parlando della stessa cosa, rispetto al prestito greco? Sì! Gli americani hanno rinunciato alla finzione giuridica che fossero gli italiani a creare moneta e consegnargliela ‘volontariamente'; ma la sostanza è che se ne sono appropriati.

Dove sono i risarcimenti? Perché ha creato parecchi danni; contribuendo in modo sostanziale all’inflazione. Mio bisnonno era un commerciante; l’iperinflazione l’ha rovinato.

Certo, l’Italia accettò questo, dichiarando che le AM-lire sarebbero state scambiate alla pari con le lire originali del Regno. Così come anche la Grecia firmò il trattato che sanciva che la Germania unita nasceva libera da pendenze relative alla II guerra mondiale; salvo qualche centinaio di milioni, che fu poi regolarmente pagato. E quindi?

E quindi niente; ma se Obama è tanto ansioso di alleviare le sofferenze dei paesi europei in recessione, gli ricordo che anche l’Italia ha sofferto parecchio nella crisi; e adesso gli ho trovato anche una scusa per aiutarci.

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Lasciate stare i morti

Il Ministro delle Finaze di Atene dichiara

“La Germania sa bene che cosa può succedere quando si scoraggia troppo a lungo una nazione orgogliosa e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza luce alla fine del tunnel: questa nazione prima o poi fermenta“.

Geniale. Sì, ha senso.

Peccato che la Germania è stata ricostruita sull’orrore per quello che il nazismo aveva fatto; un orrore per cui non sono pensabili cause o giustificazioni.

Sì, la Germania potrebbe superare i traumi della più grande tragedia dell’umanità, e i conseguenti tabù su cui è stata ricostruita per 60 anni, ed arrivare ad una comprensione storica completa ed equilibrata del suo passato. Da un giorno all’altro. In risposta ad una provocazione di un debitore che non vuole pagare.

Oppure, il messaggio recepito alla fine potrebbe suonare così

  1. I vostri nonni erano persone orribili, senza possibile scusa o giustificazione (assioma tedesco)
  2. noi siamo esattamente come loro
Il confine sud della Bulgaria il giorno dopo che un giornale tedesco riprenda la dichiarazione.

Il confine sud della Bulgaria, il giorno dopo che un giornale tedesco riprenda la dichiarazione.

Perché rievocare spettri, mai un’opzione dagli esiti controllabili, quando esiste un argomento effettivamente sensato?

Gli squilibri in Europa sono oggettivi; e nessuno dei governi europei li aveva previsti, non solo chi poi ne è caduto vittima. Nè ne è caduto vittima solo chi ha truccato i conti -basta guardare Spagna e ancor più Irlanda: per anni hanno avuto un bilancio perfino in attivo (di molto per l’Irlanda), un debito publico inesistente; e sono finite in crisi quasi altrettanto (anche se la solidità fiscale precedente gli ha dato infinitamente più spazio per reagire).

Da un certo punto di vista, visto quanto poco si era capito nel creare questa benedetta moneta, è pressoché fortuna che il modello tedesco si sia poi rivelato tanto vincente (…o l’alternativa è credere che fosse tutto un complotto fin dall’inizio, se si sapeva e non s’è detto). E, in una comunità, la sfortuna si affronta insieme.

O comunque, qualcosa bisognerà fare per correggere gli squilibri prima della prossima crisi; e quel qualcosa, se formulato bene, ha molte probabilità di trovare ampio consenso in Europa, e di aiutare non poco la Grecia.

Lo scopo dovrebbe essere indirizzare la discussione verso questo piano.

Ma no, è politicamente meglio vendibile caricare a lancia in resta verso un ipotetico Quarto Reich finanziario.

Rischiando di mancare clamorosamente mira e finire dritti tra le braccia della Russia. Che come noto è un angnellino.

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La Grecia entrerà nell’orbita della Russia?

Coi soldi della Cina si intende; si sa che fanno poliziotto buono-poliziotto cattivo.

Del resto:

-la Russia ha sempre guardato ai Balcani come sua naturale area di influenza. Di più: sarebbe una spettacolare contromossa al tentativo di “accerchiamento” che l’Unine Europea ha messo in atto con l’Ucraina. A Putin (e al suo elettorato) cose del genere piacciono. E del resto, la vera posta in gioco per lui adesso è l’Ucraina -che è messa molto peggio della Grecia. Se la Grecia si salvasse grazie alla Russia, e si profilasse la possibilità di un salvataggio simile per l’Ucraina se cambiasse lato, il governo anti-russo avrebbe probabilmente i giorni contati.

-la Cina non si è mai fatta problemi a gettare soldi su casi disperati pur di piantare bandierine da superpotenza in giro per i mondo. E nel caso della Grecia, la partita è ovvia: avere un tallone in Europa. L’interesse nel porto del Pireo non è una novità. Certo, ora Tsipras come primo atto ha fermato la vendita definitiva… ma dopo uscita dall’Euro, default e svalutazione, potrebbe essere costretto a vendergli di fatto l’intero paese; essenzialmente cambiando padrone dalla Troika ad uno meno spaventato di perdere, perché con di più da guadagnare. Il popolo può odiare un solo lato alla volta; e la transizione sarà tutta un trionfo di democrazia e orgogliosa rivolta contro il neoliberismo, sui giornali greci.

Dall’altra parte:

-la Germania si rende conto che la Grecia non può pagare. E pazienza; quando gli elettori tedeschi si renderanno conto che il QE non è la fine del mondo, allargarlo di 400 miliardi non sarà particolarmente un problema. Il problema ora è però non ripetere la stessa tragedia con altri stati (Italia, ma anche e soprattutto Spagna) che possano essere tentati di chiedere un tratto di penna sui loro debiti. Per questo, se la Grecia non seguirà le direttive dell’Europa, è necessario dal punto di vista tedesco che l’esito sia un disastro di proporzioni tali da essere un esempio agli altri. Se poi questo la spingerà per disperazione tra le braccia di una potenza straniera, è un danno collaterale… anzi, potrebbe perfino essere un vantaggio. La Germania è ben felice di commerciare con la Cina; ed ora che le vie di terra sono minacciate a causa dell’instabilità russa, aprire una via marittima che i cinesi possano chiamare propria potrebbe essere un toccasana per il commercio.

-gli USA, ovviamente, strepiteranno a non finire, come per l’Ucraina. Ma gli conviene. Cosa gli serve la Grecia? È una punta di diamante sul Mediterraneo; ma con lo sviluppo del gas di scisto, e più a lungo termine del rinnovabile, il Medio Oriente è passato da asset strategico a liability. L’ultimo messaggio è stato abbastanza chiaro: “ce ne freghiamo delle vostre tradizioni medioevali; possiamo continuare a giocare insieme, ma le regole tornano ad essere le nostre”. Di fronte al completo fallimento, dall’Iraq alla Libia, del tentativo di “normalizzare” la regione imponendo regimi democratici amici, e di fronte alla ripresa dell’imperialismo russo (che ad esempio ha stretto un asse di ferro con Assad), l’opzione migliore per loro è ritorcere contro la Russia la stessa tattica che usarono contro Napoleone: ritirarsi, e lasciare al nemico il dubbio piacere di “conquistare” una montagna di macerie fumanti. La Grecia, ora, si è appena messa in fila per far parte delle macerie. Del resto, l’Europa appetibile non è la Grecia, né tantomeno l’Ucraina, ma tutto il resto -quella occidentale, ma anche e soprattutto quella nordorientale (Polonia, etc): un territorio in rapido sviluppo, ma anche unito dall’essere profondamente russofobo. Un’Europa accerchiata e spaventata è esattamente quello che ci vuole per rinsaldare la cappa della NATO, a cui, fin dai tempi dell’Iraq, vari governi sono stati fin troppo recalcitranti; e soprattutto, è un’Europa, in mancanza di altri sbocchi, molto più propensa a firmare il famoso TTIP. Quale migliore accerchiamento che una Russia-Cina con un piede ad Atene?

Sembra fantascienza? I BRICS (quindi soprattutto Russia e Cina) hanno appena creato una loro versione del FMI, con potenza di fuoco (per ora) di 100 miliardi. E Tsipras ha già preso posizione a favore della Russia. Forse è solo una mossa politica per alzare il livello dello scontro dopo che il panico in cui forse sperava non c’è stato; o forse è semplicemente quello che onestamente credono. Ma potrebbe essere quella la direzione quasi inevitabile, che se ne rendano pienamente conto o no.

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Chi è causa del suo mal elegga Tsipras

E così, Tsipras ha formato un governo con la destra.

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(e non un centro-centro-centro-destra, eh; il leader con cui hanno stretto un accordo una volta se l’è presa con gli ebrei sostenendo che siano privilegiati, per capirci)

…e l’unica cosa che mi sorprende è che abbia avuto così tanto pragmatismo. Ma al di là dell’ideologia, che sulla gestione dello Stato e dell’economia estrema destra ed estrema sinistra stiano dalla stessa parte lo suggerivo da tempo.

Il problema è che il pragmatismo finisce qui. Se non capite perché, aprite la vostra tessera elettorale e fateci una croce sopra, per favore. Se volete invece approfondire i dettagli, aprite ad esempio questo link.

E no, non si riesce ad avere compassione. Il Belgio, dal ’93 al 2007, è calato dal 135% di debito all’85%. L’Italia, con tutti i suoi problemi, è passata dal 120% al 105% -e si noti che, con crescita zero, era letteralmente una corsa in salita. Restano non giustificabili i deficit al 4-5% del 2004-2005 (spesucce a fini elettorali di Berlusconi); però insomma, nei limiti del possibile, lo sforzo c’era.

La Grecia, pur avendo sottoscritto, come tutti, un trattato che la impegnava ad arrivare al 60%, è passata dal 100% al… 110. E attenzione: a fronte di un PIL che, in termini nominali, aumentava ad un ruggente 7% l’anno: che avrebbe reso tutto più semplice.

[Certo, il debito privato è aumentato in modo ancora più drammatico; ma curiosamente, gli stessi che affermano che il comportamento prodigo dello stato non ha avuto niente a che fare con la preparazione della crisi, poi danno completamente colpa delle ristrettezze attuali all’austerità. Ma allora, lo Stato è fondamentale o no? Lo Stato dà il la, semplicemente. Una volta innescato, il circolo vizioso inflazione-debito porta in bolla anche il debito privato. Ma, se lo Stato greco avesse preso un minimo sul serio l’impegno di rispettare i trattati europei avendone tra l’altro l’opportunità sul piatto d’argento, l’effetto sarebbe stato di “raffreddare” significativamente il boom; e quindi evitare il peggio dello sboom ora.]

E non mi dite che non ci sono state elezioni dal 1992 al 2008.

Quindi, i greci oggi mandano al governo qualcuno con l’esplicito mandato di non rispettare i trattati perché sono disperati. Ma sono disperati non per una imponderabile congiunzione dei pianeti; non sarebbero così disperati, se per sedici anni non avessero consistentemente mandato al potere gente che dei trattati (che, pure, un motivo avevano) se n’è fregata anche con la congiuntura più favorevole d’Europa.

E in democrazia il potere appartiene al popolo. Ma col potere viene la responsabilità.

Detto questo, sarebbe giusto creare un qualche genere di rete di sicurezza europea, per salvare dal peggio gli ultimi sempre e comunque, in caso di particolare difficoltà? Assolutamente sì!

(a dire il vero una soluzione concepita in modo leggermente diverso è quella che propongo io, pensata per essere molto più digeribile alle nazioni “core”; ma l’essenza è quella)

Non perché l’Europa lo debba alla Grecia. Perché lo deve innanzitutto a sé stessa, a quella umanità e quei dritti che sono il suo marchio di fabbrica nel mondo.

…e al fatto che, tolta la scusa dei più deboli, si taglierebbero le gambe al populismo. Non ci sarebbero più scuse, per i governi, per non agire aggressivamente sui restanti capitoli di spesa, e restituire il dovuto.

[…per l’Italia sono 700€ che ci devono. A testa.]

Se chiedesse questo, si aprirebbe un dibattito immenso. Ma potrebbe anche spuntarla. E io sarei dalla sua parte.

Invece, Tsipras cosa fa? Vuole annullare tutti i sacrifici degli ultimi tre anni, eliminandone una parte degli effetti deleteri; di certo tutti quelli positivi. E sostituirli invece con una paccata di miliardi gratis, che l’Europa farebbe fatica a trovare anche se volesse.

Eh sì, non può che andare bene

Die Banken dürften zu diesem Zeitpunkt bereits Kasse gemacht haben. Dann kommt die Zeit, Schlussbilanz zu ziehen für das Projekt Euro.

Le banche hanno probabilmente già fatto il punto sulla propria situazione di cassa. Dunque è arrivato il tempo di fare un bilancio di questo Progetto Euro.

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