Canzone dell’ultima speranza

Prendi una nazione, dille che ha i conti ha posto,
scrivile elogi alla crescita
mandale credito, e accesso ai mercati,
dalle anche un seggio in Eurogruppo.
Falla sempre sentire importante
dalle il meglio del meglio che hai.
Cerca di essere un generoso partner;
sussidiale l’agricoltura, gonfiale il rating.

E stai sicuro che fallirà!
Chi troppo si indebita soldi non ridà.
E stai sicuro che fallirà
chi più prende è più forte si sa.

Prendi una nazone, chiedile austerità
lascia che lo spread vada alle stelle.
Non intervenire, e se calmi il mercato
fallo come se fosse un favore.
Falle sentire la fuga dei capitali
dosa bene salvataggi e esazioni.
Cerca di essere un attivo partner commerciale
ma fuori dal memorandum nessuna pietà.

E allora si vedrai che pagherà!
Chi è meno finanziato più rifome fa.
E allora si vedrai che pagherà
chi più prende è più forte si sa.

No caro partner europeo non sono d’accordo
tu parli da stato ferito!
Pezzo di pane lei ha saltato una rata
e tu non hai resistito…

Non esistono leggi in economia
basta essere quello che sei!
Lascia aperti i confini al continente
e vedrai un’unione
è già in cerca di te!

Senza l’Europa uno stato che cos’è
su questo sarai d’accordo com me.
Senza l’Europa uno stato che cos’è
e questa è l’unica legge che c’è!

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Euro: Reality calling

“Pareidolia”: è la tendenza del nostro cervello a riconoscere facce (ed anche, a leggervi specifiche emozioni) nei più vari oggetti inanimati. Gli effetti, spesso, sono esilaranti:

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Sebbene non esattamente una simpatica illusione (quanto piuttosto un colossale fallimento, forse sucidio, ideologico e culturale) -sembra tuttavia molto simile, l’illusione di chi ha visto nell’Euro una fratellanza solidale.

Tanto, che dopo l’ennesima e più spettacolare stazione della via crucis greca, si indigna -e se ne esce con articoli del cui il più moderato è del tipo

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(…non comincio neppure con la pila di “dittatura finanziaria”, “nazisti” e compagnia cantante)

Ok.

Immaginate un libro che inizi con

Nella mia famiglia, ognuno si guadagna il pane indipendentemente. C’è una sola regola: mai, in alcun caso, può essere deciso di attingere al patrimonio comune per aiutare un membro della famiglia in difficoltà. Se qualcuno rimane indietro -sarà l’occasione per sforzarsi a correre più forte.

Dite. Non vi sembra l’inizio di una bella storia di solidarietà, che scaldi il cuore?

E vi sembra che l’articolo della BCE che vieta di monetizzare i deficit nazionali non sia esattamente lo stesso?

Certo: una compiuta unità politica, fiscale, e allora certo anche monetaria -sarebbe un progetto intrinsecamente molto solidale.

Una unione solo monetaria -no. Soprattutto con queste regole. Non più, di quanto sia sexy un seno mozzato sul pavimento.

Perché allora, tra tutte le cose da fare, si è partiti dall’ultima? Perché i politici (e i popoli) avevano infinite riserve sull’unione politica e fiscale (e già questo è un interessante segno di profonda solidarietà)mentre gli industriali e i banchieri andavano pazzi per la moneta unica.

E così, si è proceduto in tutta fretta a costruire la moneta… con regole che escludono esplicitamente una solidarietà che nessuno davvero voleva.

In effetti, ho sempre detto che è stata un’enorme sfortuna che l’euro sia arrivato proprio poco prima della Grande Crisi USA.

Ripensandoci, non è una coincidenza affatto. È il prodotto della stessa mentalità. Là hanno lasciato che i capitali si muovessero senza controllo tra banche; qui, tra stati. Sul breve periodo crea crescita, sul lungo… nah, cosa vuoi che succeda?

Leggendo i giornali inglesi del periodo in cui il presidente Blair puntava ad abbandonare la sterlina ed entrare nell’Euro (…ebbene sì), ci si rende subito che loro avevano ben chiaro lo scopo: l’Euro serve agli investimenti internazionali.

That the Prime Minister felt the need to make such a pro-euro speech in Japan reveals the pressure the Government feels from Japanese businesses based in Britain, which have threatened to withdraw if the country does not join the single currency.

E avevano ragione! L’investimento estero in Inghilterra, proprio come temuto, è notevolmente affondato tra gli anni immediatamente prima e dopo l’euro

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Proprio mentre negli stessi anni, gli investimenti in Italia sono letteralmente esplosi (notate dov’è lo zero -in termini relativi, la differenza è enorme)

Italy

Dall’altra parte, c’era anche piena consapevolezza di quale fosse il vero rovescio della medaglia: la perdita di controllo sui tassi di interesse

If the argument for the euro is that it promotes a ‘single market’, the main argument against joining is that it comes with a single interest rate, set by a single central bank. That rate may not fit any particular member country.

Un esempio a caso, la Grecia -non avrebbe potuto vedere il suo tenore di vita decollare senza l’espansione del mercato trans-frontaliero. Ma ora, avrebbe davvero, davvero bisogno della possibilità di uno stimolo monetario extra.

Da quello che vedo, questa consapevolezza in Italia è mancata completamente. E anche SEI anni di crisi non hanno davvero aiutato. La coppia Tsipras-Schauble ci ha fatto esplodere una bomba in casa… e forse ci hanno fatto un favore: a tutto il resto, la nostra intera classe intellettuale finora ha risposto SNOOZE.

Sarà il caso di guardare in faccia la realtà? E ammettere che l’Euro è un esperimento finanzario solo particolarmente spericolato -e non nulla che abbia a che fare con la solidarietà, nella sua forma corrente?

In effetti, l’altra motivazione era tenere sotto controllo la Germania.

Non ridete: anche questo ha funzionato!

Finché fossero rimaste le valute nazionali, quasi tutti i contratti intereuropei sarebbero rimasti denominati in una moneta sotto il completo controllo della Bundersbank -non certo di un italiano come Draghi. L’austerità che abbiamo passato è nulla, rispetto a quella che avremmo dovuto mettere in atto per evitare il caos monetario, conservando la parità monetaria tra Lira e Marco.

Solo che, è ormai evidente che la cultura dell’europa mediterraneo-oceanica è completamente incompatibile con quella continentale. Esperimento per esperimento -non è ora di tentarne un altro? Il problema è la difficoltà a stare dietro al Marco?

Perché non si può avere un altro riferimento? Io dico, sì. Ogni tanto c’è una soluzione alternativa… e ogni tanto, se non puoi unirti a loro -forse puoi batterli; o quantomeno, pareggiare. L’opportunità è ovvia: una moneta unitaria tra Italia, Francia, Irlanda, Spagna, Portogallo -e basta …comanderebbe comunque 5200 miliardi di PIL. Il ‘blocco rigorista’, che è poi tutto il resto, si ferma a 4600.

Allora… chi sarebbe il riferimento europeo? Non più solo il marco, di certo.

E intanto, sarebbe un’area di paesi con culture, strutture prodduttive, esigenze, molto, molto, molto più simili di quanto sia l’Eurozona intera oggi. La politica monetaria e le leggi di bilancio potrebbero essere molto più accomodanti. Potremmo anche mettere in comune parte del debito, volendo.

Poi, quando ci siano le condizioni per uno stato europeo, unico ma anche davvero unito, unire due monete sarà più facile che 19.

Ma non è oggi quel giorno; e probabilmente, non lo sarà per un decennio o due. Nessuna novità qui; non lo è mai stato. Peccato, che tanti non se ne fossero accorti.

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Failed state -saved people?

La Grecia è come una moglie caduta in depressione, che accusa il marito di aver reagito male e anziché supportarla, aver contribuito a renderla ancora più nera -e siamo al punto che da mesi ogni tanto sfuria “amami come voglio io oppure…”
Fortunatamente, entrambi continuano a ribadire che aprire il gas mentre l’altro dorme non è un’ipotesi presa neppure lontanamente in considerazione.
Possono restare insieme? No.

Abbiamo combattuto per estirpare il “per sempre” dalla nostra vita, nei casi in cui il legame è tossico -l’abbiamo strappato perfino dalle mani di Dio, dove una volta si credeva fosse.
Non saranno i mercati valutari ad essere insormontabili.

La Grecia deve andare.

Ma deve per forza portarsi dietro il terreno, e il popolo?

I debiti della Germania non furono cancellati alla stessa Germania che li aveva fatti.  Non fu un successore di Hitler eletto secondo le procedure del Reich a negoziare l’accordo del 1953, in cambio di una riduzione delle deportazioni di ebrei a partire dal 1960.

La Germania stava venendo ricostruita da zero, su un modello tracciato dagli alleati, a partire dalla costituzione.

Abbiamo bisogno di qualcosa del genere

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Ecco quindi la proposta per tagliare le crisi come quella greca.

Si tratta di una procedura che i creditori sono costretti ad accettare se richiesta, e che vieta di imporre sacrifici arbitrari: sono esplicitamente stabiliti nelle regole i servizi minimi che diventa responsabilità diretta della UE garantire; finanziando il deficit se la raccolta delle tasse è insufficiente (ed anche queste non possono essere alzate oltre il livello stabilito a priori dalla regola).
Inoltre, il debito viene acquistato dal fondo di salvataggio; la parte eccedente il PIL attuale viene cancellata, ed il resto congelato a zero interesse, e viene escluso che possa esserne chiesta la restituzione fino a che lo stato dopo la fine della crisi non torna a superare il PIL attuale, ed in più sia in crescita di almeno l’1%.

In cambio, lo stato insolvente cessa di esistere. Le sue leggi sono dichiarate nulle, i suoi dipendenti sono licenziati, ma sono di diritto inseriti nei colloqui per la riassunzione dopo. Tuttavia, sia i politici che hanno avuto una qualunque carica negli ultimi 10 anni, e tutti i dirigenti di aziende almeno al 50% pubbliche sono dichiarati sia ineleggibili a qualunque ufficio sia esclusi da qualunque impiego pubblico di alto livello.
In generale, tutti gli obblighi interni ed esterni sono dichiarati annullati, per quanto possibile secondo il diritto internazionale.

Il territorio viene immediatamente occupato da un nuovo stato, creato da zero secondo leggi esplicitamente fissate una volta per tutte dal trattato che istituisce questa possibilità.
In tale stato, il potere legislativo ed esecutivo appartengono ai rispettivi organi europei; che possono poi delegarlo. Una apposita commissione nominerà i dirigenti temporanei ai posti chiave tra uomini di sua fiducia, ma per i primi 2 anni non più del 30% potrà essere nativo dello stato in questione.
Come detto, se i servizi essenziali mandati dalle nuove regole costano ancora troppo rispetto alle tasse previste, l’UE finanzia la differenza.

Entro 3 anni viene convocata l’elezione per un’assemblea incaricata di scrivere la nuova Costituzione. Tale assemblea è eletta a suffragio universale dai cittadini del paese, ma l’Unione ha diritto di veto sulle candidature.

Così non si potrà più parlare del ‘finanziare i loro sprechi': le regole saranno le nostre.

Allora sarà davvero il 1953.
Altrimenti si paga.

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Mulo contro mulo (e no, non è cinese)

Come siamo arrivati a questa situazione?

Google ha sempre la soluzione: basta usare la magica feature “intervallo di date”; e qualunque catastrofe ingombri i pensieri del mondo presente -sono tutt’altro che perse le poche preziose testimonianze del prima che accadesse.

Con quale mentalità è entrato Juncker nella vicenda greca?

Ad esempio, questo il suo discorso ad Atene -durante la sua campagna elettorale. Maggio 2014, quindi. Riassunto:

Non è stato facile tenere insieme l’Euro, nonostante quello che avete combinato. Però ce l’ho fatta! Bravo! Viva me! Però dai, anche voi siete stati bravini; quindi, non serve che mi ringraziate tanto per questa vibrante ripresa. Mi accontento che votiate per me. Grazie! Grazie! Lo so che mi amate!

Non so, leggete voi

As President of the Euro Group I worked day and night to keep Greece firmly in the euro area and in the European Union and to prevent the financial markets from speculating against Greece. I have something to say to all those who bet against Greece and against Europe: You have lost and Greece won. You have lost and Europe won.

Turning this situation around was not easy. It required taking difficult decisions. It meant reform, consolidation and recovery measures. Some of them have been very painful for the Greek people.

Throughout all these years I have been feeling your pain. I know well how much many Greeks have been suffering.

…ma suvvia, è acqua passata:

But I also know well the resilience of the Greek people in the face of adversity.

The result is that efforts are paying off. The signs of recovery are getting stronger.

Last year Greece achieved a primary surplus (0.7%). Last month Greece came out of bond exile by returning to global capital markets for the first time since 2010.

This improved confidence and recovery are supported by figures. Exports are increasing and the economic recovery in the euro area this year should support also stronger shipping and record level tourism revenues.

…aha. 0,7% di che… capital markets. E quindi

The worst is behind us. This is very good news! But it is no time for complacency or to delay further reforms.

Non so. Autismo?

…no. Normalissima psicolgia. Un uomo che si impegna ad un compito impossibile, e non vede una via alternativa (nel momento in cui nel “suo mondo”, l’unica presenza quotidiana sono i veti incrociati della “corte” di Bruxelles) andrà avanti per l’unica strada -e si aggrapperà disperatamente ad ogni indizio che gli confermi che andrà tutto bene.

Del resto, guardate: non sono otttime notizie?

Juncker

Già. Peccato che io e te sappiamo fare una derivata seconda; e volendo, trarne ogni sorta di buoni auspici sulla benevolenza degli déi economici. Il popolo non la fa, e si ostina ad osservare solo le variabili concrete. Choosy, eh? La variabile concreta, nello specifico, ha fatto questo:

Tsipras

Era così difficile da sospettare che qualcosa si stesse rompendo? Davvero?

Questo livello di ottusità è talmente deprimente, che in una gara di ottusità è riuscito ad arrivare secondo. Surclassato immediatamente da Tsipras e allegra compagnia.

Per carità: niente di non prevedibile in base a quei cinque minuti di conversazione con l’elettore medio che sono l’unico vero argomento con la democrazia. Non sfondi uno storico bipolarismo facendo promesse misurate.

E tuttavia.

Presentarsi di fronte a qualcuno convinto di aver fatto uno sforzo erculeo per aiutarti, tra l’altro nel momento trepidamente atteso in cui i suoi numeretti cominciano a confermargli che ne è valsa la pena, che la luce in fondo al tunnel è arrivata… e dirgli

“il vostro capolavoro storico è un atto criminale; il debito che finalmente va stabilmente verso la sostenibilità non può essere pagato e non lo sarà. Inoltre, queste sono le linee rosse dei poveretti che sono vivi solo grazie a voi: non accetteremo di meno

infantili è stata l’espressione trapelata alla stampa -poteva andare peggio, date le premesse.

Perché un’opinione può essere sensata o assurda. Ma è un fatto. Fare finta che non sia com’è solo perché “non dovrebbe” è stupido.

Ma parlando capiranno? NO Non siamo proprio capaci come specie umana. Politics is the Mind-Killer. A meno di usare parole estremamente ben studiate. Che è l’esatto contrario di quel che è stato fatto.

Non appena ci siano due blocchi con interessi diversi, ognuno si convincerà sempre più di avere ragione; e dal popolo emergeranno due gruppi altrettano rumorosi di tifosi sfegatati secondo cui gli avversari sono dei mostri al titolo che va più di moda al momento.

(commenti cortesia della pagina dell’Huffington Post)

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…eccetera

Ormai l’abbiamo capito come funziona, no?

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No.

I leader, ovviamente, non si abbassano a questi livelli. Certo: l’immagine interna che hanno di sé stessi è quella persone estremamente ragionevoli e professionisti del dialogo…

…ma è estremamente facile convincere sé stessi e i “propri” di aver provato a provare -senza avere alcun interesse a giocare per vincere. Qual è la condizione di vittoria? Lo scopo della politica non è ottenere qualcosa -è vendere una bella storia. In cui la Merkel è l’eroe dei tedeschi e delle Responsabilità. In cui Tsipras l’eroe dei greci e della Democrazia. Peccato che nello scontro degli Eroi con la massima facilità la gente muore. Nello scontro tra l’Impero e i Ribelli, noi siamo Stormtroopers.

Opportunità per fare la cosa giusta, c’erano. Fino all’anno scorso almeno, la Germania avrebbe fortemente voluto tenere la Grecia in Europa. E l’ascesa di Syriza era assolutamente evidente -almeno da inizio anno. Alle elezioni europee ha preso il 26%, for fuck’s sake! Qualunque persona nel pieno possesso delle proprie facoltà avrebbe capito che sarebbe stata necessaria una politica per recuperare l’amore dei greci -di effetto molto più immediato del QE. Un piano urgente (Europe Translator: non lento come la morte) di investimenti per tutta la periferia, avrebbe potuto facilmente essere infilato nello stesso dibattito che ha portato al programma di acquisto titoli di stato, senza bisogno di ammettere un fine specifico in Grecia (come se fosse l’unico paese a rischio, del resto!). E anche, suvvia: scegliere l’occasione di un qualche dato positivo, o di qualche riforma rilevante, per cominciare a suggerire seriamente di premiare gli sforzi greci con la promessa di tagliare un 20% del debito a fine 2015, e magari un altro 20% tra tipo altri 5 anni -sarebbe costata molto meno o no?

Invece si è scelto di credere alla propria stessa narrativa del “tutto DEVE andare bene”, ignorare ogni evidenza preoccupante. E si è scelto di fare la scommessa che Tsipras non fosse un problema e si sarebbe potuto controllare. Persa.

La seconda occasione è stata quando Syriza è andata al potere -avrebbe potuto guadagnarsi la necessaria credibilità sottoscrivendo il bendetto memorandum!

E poi? E poi essere una fastidiossisima spina nel fianco. Responsabile, però. Certo l’IVA l’alziamo, ma gurdate gli effetti negativi, li avremmo evitati trovando i soldi in questo altro modo.  Va bene gli statali non li riassumiamo ma se troviamo i soldi dallevasione fiscale sì: guardate, stiamo già ottenendo i primi successi. Certo le pensioni le tagliamo ma guardate le soferenze che causate. Non è il momento di proseguire l’integrazione con una pensione comune europea? Potrebbe funzionare così e così. Certo i debiti faremo ogni sforzo per pagarli tutti, ma secondo questo piano dilazionato cresceremmo di più, e l’Europa non sarebbe più stabile e sicura? Sarebbe stata una persona davvero dalla parte del popolo occupare una sedia al massimo livello europeo. Scusate se è poco.

E invece no, non è una persona dalla parte del popolo -è solo un Eroe come tutti.

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E anziché costruire lentamente un’alternativa, ha fatto la scommessa che un attacco frontale avrebbe in qualche modo dissolto le convinzioni di politica economica di mezzo continente dalla sera alla mattina. Persa.

E così, occasione mancata dopo occasione mancata, il revanchismo inarrestabile ha incontrato l’ottusità inamovibile. Come finirà?

Male.

Se la Grecia vuole andare davvero per la strada di Cuba, piccolo ribelle a sud di una potenza incombente, ho solo due consigli:

  • saltare a piè pari la storia dei missili russi: è roba vecchia, e poi stavolta saltiamo in aria davvero
  • delle due, prima del passo fatale …faccia un pensiero al sistema a doppia moneta. Nonostante gli ovvi inconvenienti, ha aiutato Cuba a sopravvivere alla crisi dello sganciamento dall’Unione Sovietica; lasciando andare per la sua strada (monetaria) la parte di paese che non ce la fa, e salvando i settori di punta: turismo, trasporti marittimi, petrolio -abbastanza forti per sopportare l’Euro, bisognosi come l’aria di una moneta che facilita la circolazione dei capitali ed il credito.

Per il resto, niente: addio, e grazie di tutta la Democrazia().

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#loveWins

Non sono davvero mancate le notizie oggi. Dai due attentati in Tunisia e Francia ad un altro passo aventi delle auto a guida autonoma di Google, e non dimentchiamo una nuova storia del mondo di Harty Potter. E -un trattato con cui di fatto il Vaticano riconosce la Palestina. Eppure, la notizia del giorno è un’altra. Di gran lunga.

Oggi, come ha osservato un mio amico, si celebra il vero Family Day. Quello di tutti.

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Beh, almeno in USA. Ma l’Internet è americano; ed oggi è letteralmente esploso.

A parte le celebrazioni a tutti i livelli, come

per un pomeriggio il mio feed è stato un profluvio di variazioni come solo internet sa produrre, sullo storico evento -menzoni d’onore qui, qui, qui, e qui.

Perfino il “retro” di questa pagina, ovvero la schermata di composizione del post in questo preciso momento

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In più, la mia barra laterale con le foto profilo degli amici sta diventando arcobaleno. Cortesia di #celebratepride.

E, insomma, tutto questo -a ragione. Decisamete. Le parole della sentenza sono di una potenza ammirevole

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Aaaah. Respiro.












E tuttavia, c’è anche chi è furente. Chi è totalmente oltraggiato

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E c’è chi lo è tanto, da risolversi a lasciare la terra che l’ha cresciuto solo per tradirlo così crudelmente; e cercare rifugio… in Canada.

In Canada.

Lol.

Come avrà intuito chiunque si renda conto che il Canada non è un’America di backup, è come opporsi ad una legge che abolisce l’obbligo di bidé nei bagni, fuggendo in Francia.

So, un brutto risveglio. Ma… e cosa faranno allora i poveri tapini? Messico? No -il Messico è abbastanza evidentemente sulla strada della legalizzazione. Dove… dove…

…già -aspettate che vedano questa mappa

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Chiaramente, né Russia né Iran sono opzioni allettanti, no? Eppure non c’è altra scelta, per salvare

…aspetta.

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…saremo noi la loro Terra Promessa?

Pensate.

Una marea di extracomunitari. Fanatici religiosi. Che vengono qui perchè non hanno altro posto al mondo dove andare. Ma senza alcuna reale intenzione di imparare la nostra lingua -senza alcun rispetto per la nostra cultura

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Probabilmente, armati. E… come facciamo a sapere, che tra loro non si nascondano terroristi?

Sarebbe un dramma.

Per fortuna Renzi ha strappato agli altri europei un accordo storico promessa di fare qualcosa onorevole …lasciamolo dire a lui che è più bravo

E quindi dai, forse possiamo guardare al futuro con un po’ più di ottimismo anche noi?

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Indovinate: Grecia.

Piccola parentesi: ma non sarebbe meglio essere ragionevoli, e umani? A dispetto di quello che si crede, le due cose

  1. spesso vanno a braccetto
  2. sono estremamente rare nella società umana; almeno spontaneamente

Quello che sto dicendo è che

Si ottiene di più con una pistola e un sorriso che con un solo sorriso, ma anche più che con una sola pistola

L’impressione che è passata (l’unica cosa che conta) è che sia stata usata solo la pistola.

I tesdeschi si sono mostrati decisamente più preoccupati dei loro soldi che del destino di una nazione. E con l’affrettarsi a proclamare che i greci non meritavano nulla… non hanno fatto che confermare che, evidentemente, tutti gli aiuti non sono stati finalizzati ad aiutare altri che le proprie banche? Il peggior affare della storia: dare via 250 miliardi ed esserne odiati in cambio …per forza, se i meccanismi psicologici che evochi sono quelli dell’addossare colpe e disprezzo!

Quanto sarebbe stato meglio se si fosse evitato di evitare di guardare in faccia la realtà e fingere che potesse essere un mero aggiustamento contabile, e si fosse detto invece

Siamo accanto al popolo greco, che ha avuto le sue colpe ma è anche stato vittima di una congiuntura inconcepibilmente sfortunata. Naturalmente, ci atterremo alle regole, che esistono per questo questo e questo buon motivo, e non possiamo abbandonarle. Ma non temete lavoreremo insieme per rimettere in piedi la Grecia

A quel punto, i tecnici europei, arrivati non tanto in veste di esattori con un obiettivo puramente contabile, ma di collaboratori per la ricostruzione, avrebbero probabilmente potuto portare a termine misure molto più mirate ed efficaci dei tagli lineari che un governo inetto ha messo insieme per restare attaccato alla polrona.

In fondo, è quello che ha prima suggerito a più riprese e ultimamente esplicitamente chiesto Varoufakis. Leggete:

But, if Greece is to implement these reforms successfully, its citizens need a missing ingredient: Hope. A “Speech of Hope” for Greece would make all the difference now – not only for us, but also for our creditors, as our renaissance would terminate the default risk.
What should such a declaration include? Just as Byrnes’ [the American who annunced to Germany the Marshall Plan] address was short on detail but long on symbolism, a “Speech of Hope” for Greece does not have to be technical. It should simply mark a sea change, a break with the past five years of adding new loans on top of already unsustainable debt, conditional on further doses of punitive austerity.
Who should deliver it? In my mind, the speaker should be German Chancellor Angela Merkel, addressing an audience in Athens or Thessaloniki or any Greek city of her choice. She could use the opportunity to hint at a new approach to European integration, one that starts in the country that has suffered the most, a victim both of the eurozone’s faulty monetary design and of its society’s own failings.

Purtroppo, stranamente, pare che con una pistola e una rivendicazione per crimini di 70 anni fa ci sia una cosa che proprio non si può ottenere -ed è un sentimento di fratellanza. Del resto, è troppo tardi.

Cinque anni fa forse… ma forse è davvero utopia.

Bene, torniamo alla realtà. La Grecia uscirà.

Partiamo dalla situazione degli ultimi giorni -e dall’ovvia domanda: ma che dimine combina il Fondo Monetario Internazionale? Proprio quando sembrava che Tsipras e gli europei si fossero avvicinati quasi fino a toccarsi (e i mercati avevano già stappato lo spumante gran riserva) -il FMI è dovuto saltare fuori demolendolo pressoché riga per riga. Da allora è stato uno stillicidio di meeting convocati all’improvviso e collassati nuovamente a stretto giro.

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Fonte: EUBall

Quindi: a che gioco stiamo giocando?

Ora, il FMI ha naturalmente delle motivazioni tecniche per obiettare alla proposta. In particolare, preferisce fortemente i tagli di spesa alle tasse perché sono “meno recessivi” (trattenete le risate per favore) e perché… non si possono evadere. In pratica, sta dicendo alla Grecia che non si fida che possa raccogliere le tasse che dice. Ovvero, che lo considera uno stato fallito. Quanto è supportata dalla realtà questa visione? Per una volta, temo assai.

Qual è la via d’uscita? Un taglio del debito. E questo non lo dice Tsipras, ma… il FMI! Non il loro (per statuto non possono neppure considerarlo) -il nostro.

Bisogna tenere conto che i salvataggi del FMI comprendono quasi sempre una svalutazione -ed una condivisione delle perdite con i creditori. Questo non è avvenuto in Grecia; la svalutazione era impossibile, ed almeno per il primo bailout nel 2010, le banche europee hanno ricevuto il 100% per titoli che avevano già perso sul mercato il 20-30%. Questo non è passato inosservato. Lo stesso delegato del Sud America ai massimi livelli del FMI ha dichiarato che si è fatto troppo per i creditori. E se la Lagarde non vuole perdere il supporto di nazioni sempre più fondamentali nel mondo -deve assicurare la solvibilità della grecia (come avrebbe dovuto fare fin da subito da statuto)… facendo pagare anche gli stati creditori.

Ma gli europei non sembrano disposti. Non solo i governi, i cittadini. Siamo in democrazia, no? Secondo gli ultimi sondaggi, un solidissimo 70% dei tedeschi si oppone a nuovi aiuti. Per inciso la percentuale che vuole Atene nell’Euro è il 41%; crollata dal 55% di inizio anno. La Merkel forse non è neppure tra questi, ma… non è il tipo da andare contro a questi numeri.

Per cambiare le carte in tavola ci vorrebbe un miracolo, o… una catastrofe.

Attenzione. Perché è necessario che la Grecia resti nell’Euro, dal punto di vista dei creditori, dopotutto? Chiaro: perché con una moneta svalutata, ripagare il 100% di un debito in Euro dventa ancora più inverosimile.

Ma, attenzione. Questo dal punto di vista di tutti i creditori. Come se le cause comuni esistessero davvero -LOL.

Il FMI non deve preoccuparsi di tutto il debitoha solo 23 miliardi in gioco. Ed ha uno status senior. Ovvero, viene ripagato prima di tutti gli altri. E 23 miliardi si ripagano anche in dracme -se la maggior parte del resto viene cancellata! Che è il piano in ogni caso. Dopo Tsipras, lo stato greco è entrato in una mentalità collettiva per cui non potrebbe pagare neppure se volesse.
Deve essersene accorta anche la Germania. Non riavrà tutti i suoi soldi. Ma

    Non può fare concessioni ad un paese ancora nell’Euro. Non con Podemos in agguato in Spagna. Non, naturalmente, senza essere visibilmente costretta da una catastrofe unica… Del resto: esiste un piano migliore.

Una volta svalutato, la Grecia avrebbe la quasi certezza di tornare a crescere. Per forza: il suo costo della manodopera diverrebbe qualcosa con la metà; ma allo stesso tempo, si smetterebbe di comprimere la domanda interna. Tornerebbe a crescere come stato del Terzo Mondo, ovviamente: non come parte di un sistema industriale integrato e all’avanguardia, come vorrebbe essere l’Europa, bensì con la pura forza bruta del basso costo, e delle ricchezze natuali. E tuttavia -alla fine, sarebbe meglio di ora.

Allora, credete che il debito europeo evaporerebbe? No. Dopo qualche anno di transizione, il governo greco vorrebbe normalizzare i suoi rapporti col resto del mondo. E farlo comportebbe immediatamente… pagare i debiti. Non tutti, naturalmente. Il modello sarebbe… l’accordo tedesco del 1953 -dopo una vera catastrofe, diverrebbe politicamente accetabile. Poniamo che in valuta locale il PIL sia dimezzato. Un debito dimezzato sarebbe ancora insostenibile… se non che l’interesse resterebbe quasi nullo -mentre il PIL nominale crescerebbe rapidamente, anziché contiuare a calare! In queste condizioni, non è dificile che la Grecia finisca per pagare più di quanto (zero) farebbe ormai che ha imboccato la strada del ribellismo. In cambio sarà “perdonata”, comunque ad un più che sostanziale sconto, da qualche parte attorno tra 2050 e 2100 (dopotutto il debito tedesco della II guerra è stato considerato completamente estinto nel 2010). Anni che saranno però già prima di crescita, anziché di trappola deflattiva.

Comunque, anche se pagasse solo un 30%, divenuto intanto un sempre non confortevole 120% del PIL… sarebbe un bel colpo ai sovranisti da bar, secondo cui uscire significa “ripartire da zero”. Se perfino la Germania ha pagato buona metà dei debiti del Reich, e la Russia è riuscita a neuralizzare solo dopo un decennio quelli sovietici, facendo ripartire il suo potenziale di crescita…

E il resto dell’Europa? Non andrà in crisi? Certo che sì! Ma -ormai abbiamo avuto tutto il tempo di prepararci. Anche -per sfruttarla.

L’Europa ha bisogno di due cose: un sistema di assicurazione che la tenga insieme alla prossima crisi, ed una buona botta di inflazione che (se distribuita nel modo giusto) riequilibri una volta per tutte la competitività delle varie nazioni. Ne sono certamente convinti gli economisti dell’IMF. E probabilmente, se ne rende conto anche la Merkel. Ma entrambe le cose i cittadini tedeschi non accetteranno mai. A meno che… qual è la procedura standard per far approvare misure impopolari?

Crisi!

Del resto, il governo tedesco sta giocando la partita perfetta per mostrarsi innocente: prima non hanno affatto incoraggiato Tsipras; ma visto che il filibustiere ha insistito, in exremis ci sarebbero stati… e poi per colpa di quei tipacci stranieri dell’FMI, è saltato tutto! Che potevamo fare, siamo stati travolti dagli eventi! E adesso c’è da ingoiare questo per far fronte alla crisi. Ma almeno senza Atene l’Unione sarà più tranquilla e prospera che pria (e sarà vero, sebbene come correlazione e non causazione).

Dall’altro lato, far saltare il blocco tedesco è necessario entro l’autunno per poter prendere in contropiede Podemos: guardate, le cose che volevate le stiamo già facendo! Il che è ormai necessario, ma ovviamente lascia molto più potere di decidere i dettagli.

Mentre il FMI non ha problemi a fare la parte del “cattivo”. Tanto, di rimettere piede in Europa non ha intenzione -e più sarà chiaro a tutti, migliori saranno i meccanismi di sicurezza suoi che l’Europa dovrà implementare. E al ruolo, ormai, è oggettivamente abituato.

Quindi? Pronti… via?

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Katainen – commissario europeo al lavoro, crescita, investimenti e competitività. Fonte: gli Eurocrati

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Sofri e Travaglio, la galera e il teatro

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Ascanio Celestini – Ieri Marco Travaglio ha scritto un articolo su Adriano Sofri, ma poi ha parlato anche di altro. Per me che faccio teatro e ogni tanto vedo lui comparire come attore nelle stagioni teatrali è un motivo di riflessione importante. Da alcuni anni ci chiediamo (io, ma soprattutto critici e studiosi) come mai giornalisti e magistrati, ma alle volte anche preti, portino in scena degli spettacoli teatrali. Lo so che il teatro è meno piccolo di una nicchia, ma è un settore nel quale operano dei professionisti che si sono formati per farlo. Non basta avere delle cose da dire per farci un’opera teatrale. Ma probabilmente non è così visto che c’è gente che compra il biglietto per vedere Travaglio.

Oggi mi sono dovuto ricredere. La forza persuasiva di Travaglio ha qualcosa di molto teatrale e tra i capolavori della persuasione mi ricorda il celebre discorso di Marco…

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