#loveWins

Non sono davvero mancate le notizie oggi. Dai due attentati in Tunisia e Francia ad un altro passo aventi delle auto a guida autonoma di Google, e non dimentchiamo una nuova storia del mondo di Harty Potter. E -un trattato con cui di fatto il Vaticano riconosce la Palestina. Eppure, la notizia del giorno è un’altra. Di gran lunga.

Oggi, come ha osservato un mio amico, si celebra il vero Family Day. Quello di tutti.

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Beh, almeno in USA. Ma l’Internet è americano; ed oggi è letteralmente esploso.

A parte le celebrazioni a tutti i livelli, come

per un pomeriggio il mio feed è stato un profluvio di variazioni come solo internet sa produrre, sullo storico evento -menzoni d’onore qui, qui, qui, e qui.

Perfino il “retro” di questa pagina, ovvero la schermata di composizione del post in questo preciso momento

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In più, la mia barra laterale con le foto profilo degli amici sta diventando arcobaleno. Cortesia di #celebratepride.

E, insomma, tutto questo -a ragione. Decisamete. Le parole della sentenza sono di una potenza ammirevole

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Aaaah. Respiro.












E tuttavia, c’è anche chi è furente. Chi è totalmente oltraggiato

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E c’è chi lo è tanto, da risolversi a lasciare la terra che l’ha cresciuto solo per tradirlo così crudelmente; e cercare rifugio… in Canada.

In Canada.

Lol.

Come avrà intuito chiunque si renda conto che il Canada non è un’America di backup, è come opporsi ad una legge che abolisce l’obbligo di bidé nei bagni, fuggendo in Francia.

So, un brutto risveglio. Ma… e cosa faranno allora i poveri tapini? Messico? No -il Messico è abbastanza evidentemente sulla strada della legalizzazione. Dove… dove…

…già -aspettate che vedano questa mappa

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Chiaramente, né Russia né Iran sono opzioni allettanti, no? Eppure non c’è altra scelta, per salvare

…aspetta.

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…saremo noi la loro Terra Promessa?

Pensate.

Una marea di extracomunitari. Fanatici religiosi. Che vengono qui perchè non hanno altro posto al mondo dove andare. Ma senza alcuna reale intenzione di imparare la nostra lingua -senza alcun rispetto per la nostra cultura

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Probabilmente, armati. E… come facciamo a sapere, che tra loro non si nascondano terroristi?

Sarebbe un dramma.

Per fortuna Renzi ha strappato agli altri europei un accordo storico promessa di fare qualcosa onorevole …lasciamolo dire a lui che è più bravo

E quindi dai, forse possiamo guardare al futuro con un po’ più di ottimismo anche noi?

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Indovinate: Grecia.

Piccola parentesi: ma non sarebbe meglio essere ragionevoli, e umani? A dispetto di quello che si crede, le due cose

  1. spesso vanno a braccetto
  2. sono estremamente rare nella società umana; almeno spontaneamente

Quello che sto dicendo è che

Si ottiene di più con una pistola e un sorriso che con un solo sorriso, ma anche più che con una sola pistola

L’impressione che è passata (l’unica cosa che conta) è che sia stata usata solo la pistola.

I tesdeschi si sono mostrati decisamente più preoccupati dei loro soldi che del destino di una nazione. E con l’affrettarsi a proclamare che i greci non meritavano nulla… non hanno fatto che confermare che, evidentemente, tutti gli aiuti non sono stati finalizzati ad aiutare altri che le proprie banche? Il peggior affare della storia: dare via 250 miliardi ed esserne odiati in cambio …per forza, se i meccanismi psicologici che evochi sono quelli dell’addossare colpe e disprezzo!

Quanto sarebbe stato meglio se si fosse evitato di evitare di guardare in faccia la realtà e fingere che potesse essere un mero aggiustamento contabile, e si fosse detto invece

Siamo accanto al popolo greco, che ha avuto le sue colpe ma è anche stato vittima di una congiuntura inconcepibilmente sfortunata. Naturalmente, ci atterremo alle regole, che esistono per questo questo e questo buon motivo, e non possiamo abbandonarle. Ma non temete lavoreremo insieme per rimettere in piedi la Grecia

A quel punto, i tecnici europei, arrivati non tanto in veste di esattori con un obiettivo puramente contabile, ma di collaboratori per la ricostruzione, avrebbero probabilmente potuto portare a termine misure molto più mirate ed efficaci dei tagli lineari che un governo inetto ha messo insieme per restare attaccato alla polrona.

In fondo, è quello che ha prima suggerito a più riprese e ultimamente esplicitamente chiesto Varoufakis. Leggete:

But, if Greece is to implement these reforms successfully, its citizens need a missing ingredient: Hope. A “Speech of Hope” for Greece would make all the difference now – not only for us, but also for our creditors, as our renaissance would terminate the default risk.
What should such a declaration include? Just as Byrnes’ [the American who annunced to Germany the Marshall Plan] address was short on detail but long on symbolism, a “Speech of Hope” for Greece does not have to be technical. It should simply mark a sea change, a break with the past five years of adding new loans on top of already unsustainable debt, conditional on further doses of punitive austerity.
Who should deliver it? In my mind, the speaker should be German Chancellor Angela Merkel, addressing an audience in Athens or Thessaloniki or any Greek city of her choice. She could use the opportunity to hint at a new approach to European integration, one that starts in the country that has suffered the most, a victim both of the eurozone’s faulty monetary design and of its society’s own failings.

Purtroppo, stranamente, pare che con una pistola e una rivendicazione per crimini di 70 anni fa ci sia una cosa che proprio non si può ottenere -ed è un sentimento di fratellanza. Del resto, è troppo tardi.

Cinque anni fa forse… ma forse è davvero utopia.

Bene, torniamo alla realtà. La Grecia uscirà.

Partiamo dalla situazione degli ultimi giorni -e dall’ovvia domanda: ma che dimine combina il Fondo Monetario Internazionale? Proprio quando sembrava che Tsipras e gli europei si fossero avvicinati quasi fino a toccarsi (e i mercati avevano già stappato lo spumante gran riserva) -il FMI è dovuto saltare fuori demolendolo pressoché riga per riga. Da allora è stato uno stillicidio di meeting convocati all’improvviso e collassati nuovamente a stretto giro.

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Fonte: EUBall

Quindi: a che gioco stiamo giocando?

Ora, il FMI ha naturalmente delle motivazioni tecniche per obiettare alla proposta. In particolare, preferisce fortemente i tagli di spesa alle tasse perché sono “meno recessivi” (trattenete le risate per favore) e perché… non si possono evadere. In pratica, sta dicendo alla Grecia che non si fida che possa raccogliere le tasse che dice. Ovvero, che lo considera uno stato fallito. Quanto è supportata dalla realtà questa visione? Per una volta, temo assai.

Qual è la via d’uscita? Un taglio del debito. E questo non lo dice Tsipras, ma… il FMI! Non il loro (per statuto non possono neppure considerarlo) -il nostro.

Bisogna tenere conto che i salvataggi del FMI comprendono quasi sempre una svalutazione -ed una condivisione delle perdite con i creditori. Questo non è avvenuto in Grecia; la svalutazione era impossibile, ed almeno per il primo bailout nel 2010, le banche europee hanno ricevuto il 100% per titoli che avevano già perso sul mercato il 20-30%. Questo non è passato inosservato. Lo stesso delegato del Sud America ai massimi livelli del FMI ha dichiarato che si è fatto troppo per i creditori. E se la Lagarde non vuole perdere il supporto di nazioni sempre più fondamentali nel mondo -deve assicurare la solvibilità della grecia (come avrebbe dovuto fare fin da subito da statuto)… facendo pagare anche gli stati creditori.

Ma gli europei non sembrano disposti. Non solo i governi, i cittadini. Siamo in democrazia, no? Secondo gli ultimi sondaggi, un solidissimo 70% dei tedeschi si oppone a nuovi aiuti. Per inciso la percentuale che vuole Atene nell’Euro è il 41%; crollata dal 55% di inizio anno. La Merkel forse non è neppure tra questi, ma… non è il tipo da andare contro a questi numeri.

Per cambiare le carte in tavola ci vorrebbe un miracolo, o… una catastrofe.

Attenzione. Perché è necessario che la Grecia resti nell’Euro, dal punto di vista dei creditori, dopotutto? Chiaro: perché con una moneta svalutata, ripagare il 100% di un debito in Euro dventa ancora più inverosimile.

Ma, attenzione. Questo dal punto di vista di tutti i creditori. Come se le cause comuni esistessero davvero -LOL.

Il FMI non deve preoccuparsi di tutto il debitoha solo 23 miliardi in gioco. Ed ha uno status senior. Ovvero, viene ripagato prima di tutti gli altri. E 23 miliardi si ripagano anche in dracme -se la maggior parte del resto viene cancellata! Che è il piano in ogni caso. Dopo Tsipras, lo stato greco è entrato in una mentalità collettiva per cui non potrebbe pagare neppure se volesse.
Deve essersene accorta anche la Germania. Non riavrà tutti i suoi soldi. Ma

    Non può fare concessioni ad un paese ancora nell’Euro. Non con Podemos in agguato in Spagna. Non, naturalmente, senza essere visibilmente costretta da una catastrofe unica… Del resto: esiste un piano migliore.

Una volta svalutato, la Grecia avrebbe la quasi certezza di tornare a crescere. Per forza: il suo costo della manodopera diverrebbe qualcosa con la metà; ma allo stesso tempo, si smetterebbe di comprimere la domanda interna. Tornerebbe a crescere come stato del Terzo Mondo, ovviamente: non come parte di un sistema industriale integrato e all’avanguardia, come vorrebbe essere l’Europa, bensì con la pura forza bruta del basso costo, e delle ricchezze natuali. E tuttavia -alla fine, sarebbe meglio di ora.

Allora, credete che il debito europeo evaporerebbe? No. Dopo qualche anno di transizione, il governo greco vorrebbe normalizzare i suoi rapporti col resto del mondo. E farlo comportebbe immediatamente… pagare i debiti. Non tutti, naturalmente. Il modello sarebbe… l’accordo tedesco del 1953 -dopo una vera catastrofe, diverrebbe politicamente accetabile. Poniamo che in valuta locale il PIL sia dimezzato. Un debito dimezzato sarebbe ancora insostenibile… se non che l’interesse resterebbe quasi nullo -mentre il PIL nominale crescerebbe rapidamente, anziché contiuare a calare! In queste condizioni, non è dificile che la Grecia finisca per pagare più di quanto (zero) farebbe ormai che ha imboccato la strada del ribellismo. In cambio sarà “perdonata”, comunque ad un più che sostanziale sconto, da qualche parte attorno tra 2050 e 2100 (dopotutto il debito tedesco della II guerra è stato considerato completamente estinto nel 2010). Anni che saranno però già prima di crescita, anziché di trappola deflattiva.

Comunque, anche se pagasse solo un 30%, divenuto intanto un sempre non confortevole 120% del PIL… sarebbe un bel colpo ai sovranisti da bar, secondo cui uscire significa “ripartire da zero”. Se perfino la Germania ha pagato buona metà dei debiti del Reich, e la Russia è riuscita a neuralizzare solo dopo un decennio quelli sovietici, facendo ripartire il suo potenziale di crescita…

E il resto dell’Europa? Non andrà in crisi? Certo che sì! Ma -ormai abbiamo avuto tutto il tempo di prepararci. Anche -per sfruttarla.

L’Europa ha bisogno di due cose: un sistema di assicurazione che la tenga insieme alla prossima crisi, ed una buona botta di inflazione che (se distribuita nel modo giusto) riequilibri una volta per tutte la competitività delle varie nazioni. Ne sono certamente convinti gli economisti dell’IMF. E probabilmente, se ne rende conto anche la Merkel. Ma entrambe le cose i cittadini tedeschi non accetteranno mai. A meno che… qual è la procedura standard per far approvare misure impopolari?

Crisi!

Del resto, il governo tedesco sta giocando la partita perfetta per mostrarsi innocente: prima non hanno affatto incoraggiato Tsipras; ma visto che il filibustiere ha insistito, in exremis ci sarebbero stati… e poi per colpa di quei tipacci stranieri dell’FMI, è saltato tutto! Che potevamo fare, siamo stati travolti dagli eventi! E adesso c’è da ingoiare questo per far fronte alla crisi. Ma almeno senza Atene l’Unione sarà più tranquilla e prospera che pria (e sarà vero, sebbene come correlazione e non causazione).

Dall’altro lato, far saltare il blocco tedesco è necessario entro l’autunno per poter prendere in contropiede Podemos: guardate, le cose che volevate le stiamo già facendo! Il che è ormai necessario, ma ovviamente lascia molto più potere di decidere i dettagli.

Mentre il FMI non ha problemi a fare la parte del “cattivo”. Tanto, di rimettere piede in Europa non ha intenzione -e più sarà chiaro a tutti, migliori saranno i meccanismi di sicurezza suoi che l’Europa dovrà implementare. E al ruolo, ormai, è oggettivamente abituato.

Quindi? Pronti… via?

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Katainen – commissario europeo al lavoro, crescita, investimenti e competitività. Fonte: gli Eurocrati

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Sofri e Travaglio, la galera e il teatro

Originally posted on DEMOCRAZIA E LAVORO:

Ascanio Celestini – Ieri Marco Travaglio ha scritto un articolo su Adriano Sofri, ma poi ha parlato anche di altro. Per me che faccio teatro e ogni tanto vedo lui comparire come attore nelle stagioni teatrali è un motivo di riflessione importante. Da alcuni anni ci chiediamo (io, ma soprattutto critici e studiosi) come mai giornalisti e magistrati, ma alle volte anche preti, portino in scena degli spettacoli teatrali. Lo so che il teatro è meno piccolo di una nicchia, ma è un settore nel quale operano dei professionisti che si sono formati per farlo. Non basta avere delle cose da dire per farci un’opera teatrale. Ma probabilmente non è così visto che c’è gente che compra il biglietto per vedere Travaglio.

Oggi mi sono dovuto ricredere. La forza persuasiva di Travaglio ha qualcosa di molto teatrale e tra i capolavori della persuasione mi ricorda il celebre discorso di Marco…

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Quando ho cambiato idea

Avevo probabilmente 15 anni; il che quadra con il periodo storico: immagino fosse cominciata la campagna elettorale che portò alla vittoria della sinistra. Prodi.

E naturalmente, uno degli argomenti caldi -unioni gay. ’90 kids will remember -“pacs” era il nome che si usava; dall’esempio che già funzionava in Francia.

Eravamo in pizzeria; cena credo di fine anno della classe di liceo. Io allora ero ancora cattolico; e i miei genitori lo erano al 100% come sempre, e naturalmente non mancavano di esternare le loro opinioni a tavola.

Così, appena spunto l’argomento, salto su senza esitazione “ma l’adozione alle coppie gay sarebbe sbagliata: un bambino cresce meglio con un padre e una madre!”.

Uno degli altri ragazzi mi guarda e mi fa

“Dondi. Guarda che non c’è alcuna evidenza che sia così. Inoltre, anche se fosse: è meglio lasciarli negli orfanotrofi secondo te?”

Ora. Vorrei che apprezzaste:

  1. Le figure di autorità di quella che era ancora mia religione, dal Papa ai catechisti del gruppo giovani, erano fortemente di quella opinione
  2. La mia famiglia era fortemete di quella opinione; e per buona misura, buona metà dei miei amici (quelli della parrocchia, per lo meno)
  3. Se non bastasse, io mi ero appema esposto in prima persona, prendendo pubblicamente quella posizione
  4. Il ragazzo che mi aveva risposto non mi stava affatto simpatico. Più tardi ho dovuto ammettere che è una persona intelligente; e tuttavia, avete presente quando a pelle proprio non ci si prende? Ecco.
  5. Per completare, il suo tono era stato certo particolarmente accativante -anzi, dire piuttosto sprezzante.

In breve, come chiunque abbia dimestichezza con come funziona la mente umana riconoscerà, erano tese e pronte a scattare un buon numero delle trappole cognitive che si invocano come spiegazione del perché la gente si ostini a non cambiare idea.

Eppure, rimasi fulminato; ci pensai un secondo molto lucidamente, ed esclamai dentro di me

Se è così, allora ha ragone lui

E da allora ho cambiato idea.

Fast forward quasi 10 anni, devo ancora sentire un buon argomento che sovverta la semplice osservazione che

  1. Se un bambino cresce bene o male non dipende da ciò che ci sembra naturale ma dai fatti; e i fatti a quanto sembra sono decisamente di parte sull’argomento (yep, talvolta i fatti sono proprio di parte)
  2. Il paragone con la famiglia Mulino Bianco è la più classica Nirvana Fallacy; finché ci saranno liste d’attesa negli orfanotrofi, ogni famiglia in più a disposizione è una benedizione per quei bambini. Il giorno in cui il problema sarà la competizione per troppo pochi bambini, se ne riparlerà (-avendo, incidentalmente, molti più dati per supportare o refutare il punto 1).

Eppure. Oggi…

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(fonte delle foto)

…milioni? Centinaia di migliaia? UN SACCO comunque di persone vanno a manifestare a Roma, a urlare, orgogliosi, che non hanno capito quello che a me fu evidente a 15 anni, in condizioni tutt’altro che ideali.

Ciao, altro pezzetino di fede nell’umanità; mi mancherai…

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Compagni, comprate gli occhiali

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Da che genere di politici abbiamo con cui schierarci, a quale burocrazia dobbiamo confrontare, a quali libri o canzoni si scrivono il lingua nazionale, a qualunque altro aspetto della vita (quanti di voi hanno avuto una maestra del sud; quanti francese o tedesca?) -tutto fa tendere la nostra visione del mondo ad una media nazionale. Questo ha delle conseguenze.

Al momento, l’unica cosa che scavalca davvero i confini oltre ai tot mesi di un erasmus, è internet. Altro che Bruxelles: l’unica mia capitale unita è precisamente qui:

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Palo Alto = Facebook / Mountain View = Google

Il che non significa che non possiamo vivere insieme. Significa che dobbiamo arrotolarci le maniche fin sopra le spalle, e dobbiamo cominciare l’altroieri.

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Commenti marci a ragazzi maturi (?)

Mi dicono che dall’esame di maturità è emerso un bel problema di statistica.

Come, l’esame di matematica non aveva nulla del genere, ed in effetti è perfettamente possibile uscire da un liceo scientifico senza sapere come cavarsela? Il punto è un altro, la vita è un esame di statistica. Talvolta, il problema si presenta sotto forma di esame di maturità.

Ad esempio, c’è questo articolo. Ed è odioso. Il problema, è che sembra quasi aver ragione.

Magari, 11,5% per due tracce su 7 è tutto sommato un risultato dignitoso?

No. La matematica è chiara: 2 su 7 è quasi tre volte tanto -quindi l’effetto è estremamente rilevante; e con un campione di quasi 500.000 maturandi, il risultato è significativo oltre ogni dubbio.

Il dubbio è, quale è il risultato? Basta guardare un attimo per vedere che oltre li 50% ha scelto la traccia tecnologica, quindi tutti gli altri sono schiacciati.

Quindi: l’ipotesi nulla che i temi siano stati scelti a caso è fortemente rifiutata. Ma il risultato principale, ovvero il motivo essenziale per cui questo si verifica, è -che la traccia di tecnologia ha avuto grandissimo successo.

Tra gli altri? Il 23% del restante 50% è comunque poco. Ma siamo ignorando un fattore: sono temi di tipo diverso. Mele e pere.  Il tema storico ha fatto il 3,5% l’anno scorso, e solo l’1,3% nel 2013. Quindi 2.5% è prettamente in media.

(tribudiamo un omaggio ad uno dei grandi caduti della Guerra per i Marò, che ci ha lasciato dopo essere stato eclissato in populismo: e allora le foibe?? E allora le foibe sono state proposte nel 2010 -ed hanno totalizzato il minimo assoluto degli ultimi anni -meno dell’1%) 

Tra gli altri? Il 9% è del tutto dignitoso, collocandosi perfettamente in mezzo tra i restanti 4 (14,4 e 12,1 da un lato ma anche 6,6 e 4,6 dall’altro).
Quindi si può dire che non sia un tema che attira, ma che respinga è altrettanto falso: è un ‘poco interessante’ nella media dei poco interessanti (gruppo che include comunque tutti meno uno).

Ci sarebbe l’ulteriore osservazione “ma una traccia sul pensiero di Marx sui calzini sporchi vale come tema marxista?” -dal momento che l’analisi del testo su Calvino era unicamente incentrata sulla difficoltà del piccolo protagonista di crescere con gli altri ragazzi del paese, con la guerra come vago sfondo; ma lasciamo perdere, per carità di patria.

P.S.

Colgo l’occasione per una piccola riflessione: ma la scuola prepara all’esame di Stato. Certo, si sono letti scrittori del passato, si è parlato di come scrivere. Ma ci siamo mai preoccupati dell’avere gli strumenti per formarsi un cosa scrivere? Cosa volete che scriva il diciannovenne medio sul Mediterraneo se la cosa più intelligente che sente in TV è

  • RUSPA
  • sarebbe meglio aiutarli tra le macerie fumanti di casa loro
  • è colpa del governo francese/tedesco/neozeelandese/intergalattico che non fa la sua parte, quindi per forza noi RUSPA

…e leggere i Promessi sposi, è -quantomeno una via indiretta per affrontare i problemi? Se vogliamo dei ragazzi che sappiano parlare di Mediterraneo, di tecnologia o dell’educazione necessaria al mercato del lavoro nel terzo millennio -non sarebbe meglio lasciare Astolfo ad un club pomeridano, e trasformare tre ore la settimana in educazine civica e dibattito?

(poi avere ragazzi che sanno pensare ed esporre le proprie idee avrebbe forse benefici anche al di là di migliorare la qualità dei temi all’esame di maturità. Ma non andiamo troppo fuori tema..)

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Hai il diritto di rimanere in silenzio

Questa tizia è andata letteralmente in cortocircuito all’idea che un omosessuale possa essere contro nel dibattito sul matrimonio omosessuale. È uno spettacolo.

E soprattutto, è il giusto prezzo per essersi abbandonata a fare caricature dell’avversario anziché capire -dovrebbe succedere molto più spesso. Regola aurea: se la realtà vi sembra assurda …non è comunque lei a non avere torto.

Io piutosto, rigiro la questione. E se fosse, che sono solo gli omosessuali che hanno diritto ad essere contro?

Magari vivendo quella situazione hai concluso che l’introduzione del matrimonio sarebbe solo un danno per qualunque motivo. Che ne so io? Non ci sono dentro.

Sono appunto tutti gli altri che non c’entrano un piffero e non si capisce che ci facciano a schierarsi e pontificare. O meglio si capisce, ma è deprimente lo stesso.

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Passagliela! Tira! Nooo! Perché non mi ascoltano?? LO SAPRÒ BEN IO COME SI GIOCA!!!

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